Un ponte tra lago e città «Per rilanciare il turismo»

La Provincia Varese - 07/02/2017

Un ponte per l’uomo tra natura, storia e paesaggio per Schiranna e Lissago. Un proseguimento della pista ciclabile che circonda il lago e uno snodo per mettere in “contatto” il lago con il resto del territorio varesino per chi va a piedi o in bicicletta: nasce così la proposta per la passerella ciclopedonale sulla SP.1. L’idea degli architetti Bertolini e Galli mira non solo a realizzare un attraversamento in grado di facilitare il passaggio dei disabili e sicuro per i pedoni, esigenza sentita in un comparto popolato e caratterizzato anche da una strada ad alto scorrimento, ma rientra anche «tra le esigenze fondamentali per agevolare i percorsi turistici dal Campo dei Fiori, da Varese verso il lago, per raggiungere la pista ciclabile» come spiegano i progettistiche hanno calcolato tutto col consulente ingegner architetto Baldrati. La realizzazione di una passerella che superi la strada del Lungolago potrebbe essere realizzata sfruttando «il dislivello esistente di circa due metri tra la via Palmieri e la strada provinciale, si svilupperebbe con una luce di circa 12 metri sulla sede stradale, con rampe pedonali a norma di legge di altri 48 metri verso il borgo di Lissago e di ulteriori 69 metri verso la località Schiranna». La sfida per il nuovo ponte sarebbe di avere il minore impatto possibile sul panorama e, al contempo, comunicare la storia del territorio circostante dall’ambiente alla presenza umana. «Nel progettare la passerella abbiamo pensato che dovesse esprimere e dialogare col contesto del lago traendo ispirazione dal paesaggio e dalla storia». Sono evidenti i riferimenti alla natura e alla cultura del lago: «i fusti degli alberi leggermente inclinati tipici della flora lacustre, le palafitte primitive per cui il lago di Varese con l’Isolino Virginia è diventato sito Unesco, i pontili e le reti da pesca. Questi elementi vengono reinterpretati nella struttura metallica della passerella-pontile: una sequenza dinamica di pali che sorregge l’impalcato con le “aste” e la rete dei parapetti». Non solo piacevole alla vista, ma utilizzabile e usufruibile da turisti, sportivi, residenti e varesini. «La struttura, interamente in acciaio corten, consentirebbe innegabili vantaggi: l’acciaio permette la prefabbricazione dei vari segmenti del ponte in officina, la finitura corten poi elimina la necessità di manutenzione periodica». Tutto è stato calcolato: dall’impalcato in calcestruzzo armato agli elementi prefabbricati che concentrerebbero la posa della campata centrale in una sola notte, fino alla finitura poliuretanica antiscivolo e all’impianto di illuminazione. «In questo modo la passerella sarebbe fruibile nelle ore notturne oltre che essere un suggestivo segnale luminoso per chi percorre in auto la strada del lungolago o sosta alle fermate del bus». Per il progetto, presentato nel 2008 attraverso una Petizione Popolare in occasione dei Mondiali di Ciclismo a Varese e che richiederebbe un investimento di circa 470.000 euro, «la speranza è che ci sia la volontà di realizzarlo da parte dell’Amministrazione, di accedere ai fondi per il finanziamento attraverso qualche bando sulla Promozione del cicloturismo in Lombardia, coinvolgendo il Comune di Varese, la Provincia, la Regione e sponsor privati». Pur tralasciando una prima proposta, che prevedeva una seconda passerella in corrispondenza di via Agello dove ci sono altre due fermate del bus, con questa soluzione «Si risolverebbe anche il problema attuale della pericolosità delle fermate del bus di linea Varese-Osmate, perché attualmente non vi è lo spazio necessario per la sosta dei pedoni in sicurezza. Questo punto di attraversamento è pericoloso perché privo di strisce pedonali, illuminazione e marciapiedi e vicino a un profondo fossato per lo scolo delle acque piovane».