Un ordine mondiale per la ditta Metalvar

Arriva un segnale positivo per il sistema produttivo nel settore meccanico italiano: ad essere premiata, una piccola azienda, da ora non più tanto piccola, di Travedona Monate, la Metalvar New. La quale, già fornitore dal 2006 della sezione svizzera del gruppo industriale francese Alstom con sede a Baden, ha chiuso nei giorni scorsi un contratto di commesse da diversi milioni di euro con i nuovi vertici, insediati dopo il passaggio di proprietà alla multinazionale statunitense General Electric, di cui si è molto parlato nei mesi scorsi.

Metalvar New è specializzata nella lavorazione di riporti di vari materiali, con un ampio mercato di utilizzo, dal settore energetico a quello meccanico, alimentare e anche Oil & Gas e vengono realizzati attraverso una tecnica tanto avanzata da essere esportata all’estero e il cui tratto distintivo è di essere applicati senza saldature.

Ed è proprio nel settore energetico, nel quale l’azienda lavora parti di turbine a gas, che nasce il rapporto di lavoro con Alstom. Impegno che si consolida nel passaggio di proprietà a General Electric attraverso il recente successo riportato da Metalvar New: «Stiamo parlando di una commessa di lavoro che potrà essere intorno ai 6 milioni di euro all’anno per tre anni – commenta Sandro Crivelli, amministratore unico di Metalvar New e socio insieme al figlio Fabio –. Abbiamo sbaragliato la concorrenza svizzera, tedesca e olandese: questo traguardo va a sommarsi ad un fatturato, che nel 2015, è stato di 5,3 milioni di euro, comprensivo anche del settore Oil & Gas, avviato negli ultimi anni e che ha visto raddoppiare la nostra lavorazione di sfere per condutture petrolifere», tra l’altro in un segmento industriale non certo facile in questo periodo.

Dunque, l’accordo con General Electric è un passaggio importante per un’azienda a carattere quasi familiare e il cui personale interno, tra linee di produzione e uffici, è di 25 persone e, tra i diversi consulenti esterni, si è dotata anche di un addetto alla robotica e alla sua relativa programmazione: «Abbiamo lavorato in questi ultimi anni con una crescita costante, puntando sull’innovazione: il laboratorio per la qualità è il nostro fiore all’occhiello, vi lavorano tre persone con attrezzature all’avanguardia. Nel contempo abbiamo personale specializzato sulle linee di produzione».

Completano il quadro l’affidabilità nel rispettare le scadenze, la percentuale praticamente pari allo zero di “scrap parts”, ovvero di pezzi difettosi, e la prospettiva di procedere nel segno della continuità, con un management aziendale che si sta tramandando da padre a figlio.

«Ora ci attende una nuova sfida, per la quale stiamo facendo investimenti tecnologici e di macchinari, ma su questo mi sento sereno anche grazie al rapporto fiduciario che siamo stati in grado di costruire con le banche. Dovremo ponderare un aumento in termini di risorse umane, con scelte da valutare bene – conclude Crivelli -, già stiamo lavorando costantemente su doppi turni, prevediamo nei prossimi mesi di sfiorare il tetto delle 30 presenze come forza lavoro in azienda».