«Un museo per la Carta Varese»

La Prealpina - 03/05/2021

 Un mix di arte, cultura, imprenditoria. E una storia breve, ma affascinante che affonda le sue radici nella nostra città. È stato presentato in Salone Estense (nella foto Blitz) il volume di Carla Tocchetti, “La Carta di Varese”, pubblicato da Pietro Macchione, un volume dedicato a quella carta stampata che per anni ha portato il nome di Varese in giro per il mondo. Tutto nasce dall’impegno delle tre sorelle Ponti, Antonia, Ester e Maria, figlie di Andrea e Virginia, che pensarono di adottare gli stampi in legno della ditta Remondini di Bassano del Grappa e di riavviare la produzione della carta nella Città giardino. Una storia di imprenditoria al femminile che la Tocchetti ha dapprima ripercorso in una mostra al Battistero di Velate e che poi ha affidato alle pagine di questo libro. Le tre Ponti furono poi sostenute e aiutate dall’antiquario varesino Giuseppe Rizzi, a cui si deve anche il merito di avere fatto conoscere la pregiata carta anche all’estero, grazie alle Esposizioni Internazionali di Bruxelles e Lipsia. Alla presentazione in Comune hanno partecipato anche il sindaco Davide Galimberti e il giornalista-scrittore Gianni Spartà. E in prima fila era seduta la signora Isidora, ultima rappresentante della famiglia Ponti, accompagnata dal figlio Gerald, arrivata da Washington. Nel libro si raccontano le origini venete, l’approdo a Varese, ma anche la fine dell’avventura della Carta di Varese: la storia si interrompe alla vigilia della seconda guerra mondiale, nel ‘39. Riprende successivamente a Firenze, quando viene stampata la carta con impresso il giglio. Ma non è più la bella, antica, affascinante carta delle sorelle Ponti. Ora che la storia è stata raccontata dalla mostra e dal libro curati dalla Tocchetti, resta un grande patrimonio di stampe, oggetti e libri preziosi coperti dalla carta varesina, oggetti divisi tra collezionisti e fan di questa carta. E dunque è tempo di trovare uno spazio da consacrare a questa testimonianza di una Varese che fu. Tra le proposte lanciate al sindaco “in diretta” un angolo della Caserma o del Teatro Politeama.