Un milione per ripartire

La Prealpina - 04/03/2020

Sono bastati soltanto sette giorni per mettere seriamente a rischio il sistema econoico varesino: gli alberghi sono vuoti, le aziende producono ma non sanno per quanto tempo la loro vocazione all’export verrà soffocata da una reputazione del sistema Paese andata quasi completamente distrutta. Ora, però, bisogna ripartire. È quasi un imperativo per Fabio Lunghi, presidente della Camera di commercio di Varese (nella foto con il segretario Mauro Temperelli). Lo ha detto chiaramente ieri, con l’ haschtag “VareseVasempre aVanti”, ma anche con una serie di azioni concrete che l’ente vuole mettere in campo. In primis un milione di euro per quelli che Lunghi ha chiamato «provvedimenti tempestivi e incisivi a sostegno delle imprese, in modo particolare sul fronte del credito, lavorando fin d’ora col sistema bancario della nostra provincia». Il milione potrebbe anche raddoppiare, dal momento che la Camera chiederà a Regione Lombardia una addizionalità sulla cifra stanziata. Ma è solo l’inizio, «perchè le prime decisioni del governo – ha bacchettato Lunghi – non risolvono nulla. Spostare le scadenze fiscali al 30 aprile non cambia nulla alle aziende. Anzi, se i flussi di cassa non ci sono, tra un mese le difficoltà saranno ancora peggiori». Non basta. Perchè quello che più fa arrabbiare gli imprenditori varesini e anche Lunghi, che dà loro voce, è il modo in cui è stata gestita l’emergenza da un punto di vista comunicativo: «La reputazione è fondamentale per il nostro Paese e il nostro territorio, che si basa sull’export – ha detto ieri – In pochi giorni è andata quasi distrutta. Ora bisogna lavorare per ricostruirla immediatamente. Noi cerchiamo di comunicare un messaggio positivo nell’emergenza. Chi ha responsabilità di governo poteva essere meno drammatico nel comunicare alcune situazioni». Intanto, in provincia, il primo settore messo in ginocchio è quello del turismo. I dati presentati da Lunghi sono allarmanti. Il tasso di occupazione delle stanze degli alberghi varesini nel 2019 era pari al 76%. In una settimana è crollato al 10%. «Se continuiamo così – ha proseguito Lunghi – rischiamo una ecatombe di strutture recettive». Il primo passo potrebbe essere quello di una rimodulazione della tassa di soggiorno. «Chiediamo ai Comuni che hanno applicato la tassa di soggiorno – ha spiegato il presidente – che ha dato anche dei frutti importanti per il sistema turistico sostenendo eventi e manifestazioni, di ripensarla per quest’anno. Non di toglierla, perchè forse non avrebbe senso, ma sarebbe buona cosa destinarla alla promozione, al marketing, all’aiuto alle imprese del turismo. Sarebbe un bel gesto».

Un’Agenzia di Sviluppo che attrae investimenti

Se il primo obiettivo da raggiungere è quello di sostenere il sistema economico varesino da subito, nel cuore dell’emergenza, il secondo step è quello di pensare già al futuro, trovando il modo migliore per ricostruire una reputazione costruita in anni di lavoro e seppellita in pochi giorni. La parola chiave è una sola: investimenti. «Il primo impegno dovrà certamente essere quello di lavorare sinergicamente sull’attrattività degli investimenti – ha sottolineato ieri Lunghi – Come Camera di Commercio e insieme a Regione Lombardia, siamo già operativi col progetto Invest in Varese: siamo disponibili a mettere ulteriori risorse su quest’iniziativa, triplicandole anche, se necessario». Non basta. «L’attrattività degli investimenti è così importante – ha aggiunto il presidente dell’ente camerale – che potremmo puntare a dar vita a una vera e propria agenzia di sviluppo. Il tutto, però, deve essere supportato da una incisiva azione di marketing territoriale, investendo, oggi come non mai, risorse significative in questa materia. Dobbiamo puntare su una comunicazione territoriale incisiva, positiva e strutturata. Bisogna fare emergere il “ben fatto” e quel “ben stare” che può caratterizzare un’area geografica come la nostra»

Sostegno economico per fiere e incoming

Le esportazioni sono sempre state uno dei fiori all’occhiello del sistema economico varesino. Ecco perchè i vertici della Camera di commercio hanno già deciso che particolare attenzione sarà rivolta al fronte dell’internazionalizzazione, soprattutto all’interscambio commerciale. «Un ambito tanto importante per il nostro sistema economico – ha detto ieri Lunghi – in termini di quota di valore aggiunto generato (l’export conta per oltre il 40% su un totale di 24 miliardi annui) e per il quale sono di vitale importanza tutte quelle relazioni oggi fortemente colpite dall’emergenza sanitaria. Per riallacciare queste connessioni dirette tra gli operatori, serve quindi una terapia d’urto sul versante dell’“outgoing” come su quello dell’“incoming”» . Un esempio concreto è dato dalla partecipazione alle più importanti rassegne fieristiche mondiali come pure a quelle internazionali in Italia dei più svariati settori. «E lo stesso in riferimento anche alla costante presenza sul territorio di buyer, imprenditori e businessmen – ha detto Lunghi – Siamo pronti sia a rimodulare l’operatività in tema di internazionalizzazione sulla base delle mutate necessità causate da questa crisi sanitaria, sia a valutare l’opportunità di intensificare il volume delle risorse destinate».

«Sostegno all’occupazione»

Bene il milione di euro messo in campo dalla camera di commercio di varese a sostegno delle imprese, ma non ci si dimentichi dei lavoratori. È questo , in sintesi, il giudizio dei rappresentanti sindacali varesini di fronte all’emergenza Coronavirus che sta mettendo a dura prova anche l’economica provinciale. «Rimarchiamo che le risorse straordinarie messe in campo – sottolineano i segretari provinciali Umberto Colombo (Cgil), Antonio Massafra (Uil) e Roberto Pagano (Cisl) – devono essere utilizzate anche per sostenere l’oc – cupazione e superare possibili difficoltà. Riteniamo indispensabile e urgente definire al più presto un accordo quadro regionale al fine di determinare condizioni di applicabilità immediata delle norme, sia per i lavoratori, sia per le imprese». Non solo: per Colombo, Pagano e Massafra, in linea con l’attenzione espressa dal presidente camerale Lunghi, «è urgente attivare verso il mondo bancario un confronto al fine di garantire anche l’anticipazione dei trattamenti economici per lavoratrici e lavoratori. Se si sarà capaci di tutelare le condizioni di lavoro e i livelli di reddito, oltre all’attività delle imprese, si potranno garantire le condizioni per ripartire il più presto possibile. Imprese e lavoratori attendono dalle istituzioni misure adeguate per evitare che il sistema già in crisi possa rischiare il collasso». Senza dimenticare il fronte Malpensa. «Su questo fronte – ribadiscono i tre segretari provinciali – occorre un impegno forte di Governo e Regione, capace di salvaguardare posti di lavoro e diritti delle persone occupate in aeroporto, nonché l’eco – nomia dell’intero territorio». Da parte loro Colombo, Pagano e Massafra ribadiscono la volontà di es – sere parte attiva nelle future occasioni di confronto istituzionale «Una condizione indispensabile per gestire al meglio questo grave problema, sia per la provincia di varese, sia a livello regionale».