Un Masterplan leggero

La Prealpina - 17/01/2020

L’aeroporto di Malpensa ha fatto boom con il Bridge di Linate, ma non soltanto per questo. Ha dimostrato di essere, comunque, «un grande aeroporto punto-punto». A dirlo è l’amministrazione delegato di Sea, Armando Brunini, nominato all’incirca un anno fa e pronto a proseguire nella sfida dello sviluppo, «affrontando in maniera franca e, se possibile, costruttiva» il territorio. Qui è come la Rinascente I dati del traffico aereo sono inequivocabili: +9 per cento nel 2019 scorporando il trasloco in brughiera dei voli del city airport nel trimestre 27luglio-27 ottobre. Trend che sta proseguendo nel 2020. «Siamo l’ottavo aeroporto al mondo con 44 Paesi collegati», rimarca Brunini. «Possiamo dire che, se Linate è la boutique dove si può trovare la griffe, Malpensa è la Rinascente dove ci sono tanti prodotti, dalla low cost ai voli intercontinentali, dall’alta gamma al prime e al business». Tutto ciò per rispondere a chi pensa – o pensava – che non essere un hub comporti una perdita di lignaggio per lo scalo della brughiera. «Siamo un grande aeroporto origine-destinazione che serve un territorio ricco e dinamico. Sono questi gli aeroporti che nel mondo hanno più possibilità di sviluppo per il futuro. Gli hub ormai tendono ad essere congestionati». Non ci sono stravolgimenti Per il 2020 le grandi novità saranno i collegamenti con Giappone, Taiwan e Barhein, mentre lo sblocco degli accordi con la Cina non fa altro che dare nuovo impulso ai collegamenti aerei con il Paese asiatico. E il Masterplan? «È molto vicino dall’essere approvato», spiega Brunini. «Ci sono alcune cose da mettere a punto, ma è quasi pronto per presentarlo al territorio. Non posso fare grandi anticipazioni, ma assicurarvi che non ci sono stravolgimenti, solamente una serie di informazioni aggiornate rispetto alle precedenti e qualche indirizzo». Minimizzare i malefici In questo contesto ci sarà spazio anche per il territorio: «Proveremo a convergere, anche se non su tutto. Noi dobbiamo far comprendere che l’aeroporto è una grande risorsa e che siamo sensibili alle esigenze del territorio anche se per mestiere facciamo altro». Insomma, per dirla in altre parole: «Massimizzare i benefici e minimizzare i malefici, q