Un laboratorio milanese per il rilancio dell’edilizia

La Prealpina - 19/09/2017

Meno burocrazia, incentivi fiscali stabilizzati, una revisione delle strategie del sistema bancario per migliorare l’accesso al credito, attenzione alle norme sulla sicurezza in cantiere. Su questi punti si deve basare una «alleanza» tra imprese e istituzioni per un «nuovo modello di sviluppo» che parte da Milano, secondo Assimpredil Ance, l’associazione che raggruppa le imprese di costruzione delle province di Milano, Lodi, Monza, Brianza.

«C’è ottimismo a Milano – ha detto il presidente della associazione, Marco Dettori nel corso della relazione che ha aperto l’assemblea generale – e l’obiettivo è di farne un laboratorio dove gli attori sono lavoratori, imprese e istituzioni. Il territorio più competitivo d’Italia deve essere genesi di nuovi modelli amministrativi ed esportarli in tutto il Paese. il settore delle costruzioni, pur reduce da una lunga crisi non ha mai alzato la bandiera della resa, ma serve una alleanza finalizzata allo sviluppo e alla crescita».

A Milano e Provincia nei prossimi dieci anni, secondo un dato di Scenari Immobiliari, potrebbero esserci più di 15 milioni di metri quadrati da rigenerare, con un valore di investimento di circa 20 miliardi.

«Auspichiamo una rapida revisione delle strategie del nostro sistema bancario – ha precisato Dettori – che dovrebbe sostenere tanto le grandi trasformazioni, quanto l’insieme dei piccoli e medi investimenti di ricucitura urbana a chi guarda il nostro tessuto produttivo».

Assimpredil Ance punta anche l’attenzione sugli appalti per le grandi opere «che negli ultimi anni sono rimaste appannaggio di pochi grandi appaltatori» da cui sono rimaste escluse le piccole medie imprese che caratterizzano il milanese. «C’è la necessità di tutelarle – ha concluso Dettori – nella partecipazione alle procedure ad evidenza pubblica in relazione al loro potenziale, per la creazione di posti di lavoro, crescita e innovazione».

Sta di fatto che il settore delle costruzioni in Lombardia conta 134mila imprese su un totale italiano di 775mila. Gli addetti sono 278mila. La nostra regione arriva a pesare un quinto dell’Italia per quanto riguarda le aziende di lavori specializzati. Chiaramente Milano è sul podio con 40mila aziende, mentre Varese ne conta 12mila esattamente come Monza. I primi tre mesi dell’anno si sono aperti con un exploit delle vendite all’estero. L’export è cresciuto del 6,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un valore di 388 milioni di euro.