Un curatore per gli archivi Sereni

La Prealpina - 14/01/2020

Arriva il curatore per gli archivi del Verbania. Ieri mattina il Comune di Luino lo ha nominato per occuparsi degli archivi di Vittorio Sereni, custoditi a Palazzo Verbania insieme a quelli di Piero Chiara. La nomina è arrivata per decreto del sindaco Andrea Pellicini in qualità anche di presidente del Comitato scientifico Archivio Sereni. «L’Archivio Sereni – ha detto ieri il primo cittadino – è un tesoro che intendiamo custodire e valorizzare. Grazie alle carte ivi custodite abbiamo beneficiato del finanziamento per la ristrutturazione di Palazzo Verbania. Ora è nostro dovere continuare ad investire su questo grande progetto culturale, che posiziona Luino nella storia della poesia e della letteratura». Proprio nel ruolo di presidente del Comitato scientifico, Pellicini ha coperto con questa nomina un bisogno importante non solo per la città ma anche per gli studiosi che vogliono accedere a questi documenti. Alcune segnalazioni circa la difficoltà di trovare l’in – terlocutore giusto per fare ricerche a Palazzo Verbania negli archivi letterari, infatti, sono giunte anche alla redazione di Prealpina e la decisione di ieri dovrebbe facilitare gli studiosi pur se, va sottolineato, vi è sempre un preciso iter da seguire per la consultazione. La nota del Comune mette in evidenza che Federico Crimi, studioso di storia locale, ha un curriculum ed una qualificata conoscenza in materia, tale da renderlo idoneo per questo compito, come “ad – detto culturale all’Ufficio di staff al Presidente del Comitato Scientifico dell’Archivio Sereni”. Lo storico viene assunto a tempo parziale a 18 ore settimanali e fino alla fine del mandato dell’attuale primo cittadino, per circa 4 mesi quindi, un tempo importante per i molti che già si sono annunciati e sono desiderosi non solo di vedere un bel palazzo restaurato ma soprattutto di accedere alla consultazione dei preziosi documenti. L’ar – chivio Vittorio Sereni – come spiegato da Crimi – comprende due fondi: le carte private del poeta (fondo Sereni), che comprende l’intero corpus di produzione del poeta, e le carte accumulate durante il suo lavoro alla redazione di Mondadori (fondo Mondadori). Una parte di queste ultime carte sta a Milano, presso la fondazione Mondadori. L’archivio è stato comprato nel 1998 da Comune di Luino e Regione Lombardia grazie all’interessamento di Dante Isella. Si sono poi aggiunte altre carte per lasciti e donazioni degli eredi. Nel 2007 il Lions Club Luino ha acquistato la biblioteca personale di Vittorio Sereni e l’ha donata all’archi – vio. Solo le lettere, una miniera unica per gli stretti rapporti personali, d’ami – cizia, di lavoro e di stima, di Vittorio Sereni con tutti i principali personaggi della cultura italiana della seconda metà del XX sec. sono 6000 e restituiscono all’archivio di Luino, al di là della figura di Vittorio Sereni, il valore di uno dei principali archivi letterari italiani. Tutto l’archivio è catalogato. Sempre grazie al contributo dei Lions di Luino e dei suoi soci, a luglio 2019 è partita la digitalizzazione di circa 25 mila fogli del poeta luinese, documenti ed elaborati di grande valore culturale.