Un battello per pochi intimi

La Prealpina - 03/10/2017

Il battello salpa con pochi frontalieri. Come da programma, ieri mattina alle 6.30 ha preso avvio la fase sperimentale gratuita del trasporto via lago per i lavoratori pendolari, tra Porto Ceresio e Morcote. Due i viaggiatori della prima corsa, tre quelli partiti con la corsa successiva.

Il progetto prevede, almeno inizialmente, due corse la mattina e tre la sera per il ritorno, con coincidenze previste in Svizzera con il servizio di Autopostale. L’obiettivo, è stato ricordato da più parti nei giorni scorsi, è quello di sgravare dal traffico la zona del Pian Scairolo e dell’area industriale luganese tramite un servizio battello-bus navetta. Il progetto è valido, non è un caso che abbia suscitato tanta curiosità: basti dire che c’erano più giornalisti che frontalieri all’imbarcadero. Secondo la Navigazione del Lago di Lugano va certamente registrato «un primo passo», un primo tentativo di praticare una mobilità dolce. Per ora comunque si preferisce continuare a guardare il bicchiere mezzo pieno, visto che era il primo giorno dell’esperimento.

Sulla prima corsa hanno viaggiato due uomini. Uno di Cuasso al Monte. Enrico Trentini, che ha parlato del collegamento come di «un desiderio che si è realizzato dopo tanti anni passati a fare tutto il giro del lago», e uno di Varese, Augusto Albertin. Quest’ultimo ha scelto questa via «per provare a stressarmi di meno, per non guidare nel traffico in queste strade così congestionate».

Dopo questa prima giornata di prova qualche riflessione va fatta anche se, sia chiaro, non è una sola giornata che determinerà l’esito o il successo di un progetto ambizioso, portato avanti con tenacia dalle istituzioni ticinesi in collaborazione con il Comune di Porto Ceresio, che concede gratis il parcheggio a qualche centinaio di metri dall’imbarcadero, e la Comunità montana del Piambello.

Per Jenny Santi, sindaca di Porto Ceresio, poteva essere data una maggiore risonanza, con maggiore preavviso, a un’operazione comunque definita «ottima come alternativa all’auto». Ma Santi sottolinea anche un’altra criticità, cioè il fatto che non sia stato previsto un biglietto agevolato anche per la linea “postale”, ma solo per il battello (gratis per la prima settimana). Per Santi, potrebbero essere le aziende dove lavorano i frontalieri a sostenere, magari con un incentivo, una quota parte del costo della tratta.

Bilancio in chiaroscuro dunque per l’iniziativa, pochi per ora i frontalieri che hanno deciso di provare il battello, ma grande potenzialità per un servizio che potrà crescere con maggiori informazioni all’interno delle aziende. Il servizio sperimentale durerà tre mesi.