Uil, sportello stalking da record

La Prealpina - 31/05/2017

Non solo contratti di lavoro, scioperi, trattative. Anche attenzione al sociale. Da sempre il sindacato italiano si è caratterizzato per l’impegno oltre il naturale alveo delle organizzazioni dei lavoratori. Tuttavia ci si stupisce come, nei primi cinque mesi dell’anno, allo sportello mobbing e stalking aperto dalla Uil Varese, si siano rivolte ben quaranta donne, quasi tutte a causa di molestie subite da ex fidanzati o spasimanti, che hanno trasceso fino a diventare stalker. Il dato è emerso ieri, durante l’assemblea organizzata al Palace Hotel di Varese riservata ai quadri e ai dirigenti del sindacato. «Lo abbiamo rilevato – ha detto Antonio Massafra, segretario provinciale – a seguito dell’avvio del nostro coordinamento provinciale sulle pari opportunità e il fenomeno si innesta in un quadro negativo sotto molti altri aspetti del nostro territorio e non solo». Dal raddoppio dei numeri dei poveri, al 37% di disoccupazione giovanile, dove tre under 35 su quattro sono ancora a casa coi genitori. «Gli ultimi dati – ha aggiunto Massafra – sono realisti e preoccupanti. Purtroppo c’è incertezza in ogni campo e si investe poco. Il reddito è fermo e sappiamo bene come, per aumentare i consumi, debbano necessariamente crescere i salari. L’unica nota positiva è l’annuncio di 47 miliardi di investimenti nei prossimi dieci anni, promessi da Paolo Gentiloni, per realizzare infrastrutture». E il resto? Nero. Pure sull’export, su cui le imprese, anche varesine, hanno spesso trovato ossigeno per sopravvivere alla crisi: «In tal senso siamo d’accordo con Confindustria – ha precisato ancora il segretario generale nella sua relazione – nel timore sull’esito del G7. Se infatti con gli industriali degli Stati Uniti si è firmato un accordo contro il protezionismo, il presidente Trump vuole andare proprio in quella direzione. Risultato: l’export sta iniziando a cedere, mentre il disimpegno americano sulla sicurezza del Patto atlantico, potrebbe costringere gli Stati europei a investire in armi anziché nell’economia».

Lo scenario internazionale è temuto anche da Pierpaolo Bombardieri, segretario nazionale organizzativo della Uil, ospite ieri a Varese e reduce dal meeting fra i sindacati del continente: «Non solo in Italia – ha affermato – ma in tutta Europa, le imprese vanno nella direzione di una maggiore flessibilità e nella riduzione dei salari e dei diritti. L’austerità, però, non porta da nessuna parte, perché si dovrebbe intervenire pesantemente sul cuneo fiscale, anziché abbassare gli stipendi». In tal senso, pure gli 80 euro in busta paga sono apparsi come uno sforzo ciclopico e quindi, secondo le ultime notizie da Palazzo Chigi, un altro intervento sul cuneo fiscale appare oggi impossibile.