Udc anti frontalieri Altra raccolta firme

La Prealpina - 09/01/2018

 Da tempo ci sono diversi segnali per cui la Svizzera abbia messo nel mirino il Trattato di Schengen, vale a dire il patto siglato con l’Unione europea sulla libera circolazione delle persone. Per i varesini vuol dire che, oggi, si può entrare e uscire dal Canton Ticino come in qualunque altro Stato europeo aderente all’Ue. Ciò è possibile nonostante, come ben si sa, la Svizzera ne sia rimasta fuori.

Tuttavia, l’Unione democratica di centro (Udc), vale a dire il partito di maggioranza in Svizzera, da metà gennaio inizierà a raccogliere le firme per promuovere un’iniziativa popolare “per una immigrazione moderata”, che mira a porre fine alla libera circolazione delle persone tra Svizzera e gli Stati membri dell’Unione europea.

Vuol dire che a breve bisognerà tornare a esibire la carta d’identità a Gaggiolo, Lavena Ponte Tresa e Zenna e quindi a prepararsi a dover stare di più in colonna? Chissà. Di certo si tratta dell’ennesimo tentativo di incardinare un provvedimento protezionistico che coinvolgerebbe anche il confine varesino e i frontalieri che, ogni giorno, vanno avanti e indietro dalle dogane.

La nuova proposta è stata lanciata dal presidente dell’Udc, Albert Rösti, durante la trasmissione “10 vor 10” della tv svizzero tedesca e prevede che la Svizzera regoli «in modo autonomo la sua immigrazione e che non possa essere concluso nessun nuovo accordo internazionale che conceda la libertà di entrare in Svizzera a cittadini stranieri.

Gli accordi internazionali esistenti e altri impegni non devono essere in contrasto con questi due principi».

Insomma, col trattato fiscale fra Italia e Svizzera rimasto impaludato e su cui si ragionerà soltanto dopo le elezioni Politiche italiane, gli elvetici si preparano ad affrontare una nuova trattativa con “un’arma” protezionistica in più a loro favore. Dopo la raccolta delle firme, il Consiglio federale, vale a dire il governo elvetico, avrà un anno di tempo per negoziare la fine della libera circolazione delle persone. Se non sarà possibile trovare una soluzione, gli accordi Bilaterali I, che contengono quello sulla libera circolazione, dovrebbero subire la cosiddetta “clausola ghigliottina”.

Quest’ultima prevede che se uno degli accordi conclusi fra la Confederazione e l’Ue dovesse essere rescisso, anche gli altri sei verrebbero annullati. Di certo, secondo Rösti, come riferito ai microfoni dell’emittente, «l’immigrazione in Svizzera deve essere limitata». Anche quella dei frontalieri varesini?