Ubi: utile in calo ma oltre le attese

Ubi Banca ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 82,2 milioni di euro, superiore al consensus degli analisti ma inferiore ai 117,7 milioni dello stesso periodo del 2018. Sul risultato hanno pesato oneri non ricorrenti per 42,6 milioni legati all’accordo sindacale. Al netto degli oneri non ricorrenti l’utile sarebbe cresciuto a 124,9 milioni, rispetto ai 121 milioni del 2018.

Il trimestre, spiega una nota della banca, è stato «caratterizzato dalla crescita del margine d’interesse» nonchè «dalla tenuta delle commissioni, dall’ulteriore contrazione degli oneri operativi e dal contenimento delle rettifiche su crediti». Confermate le previsioni per l’esercizio, che Ubi ha già detto di attendersi chiudersi con un utile superiore a quello del 2018.

I proventi operativi sono ammontati a 920 milioni di euro, in lieve flessione (-0,5%) sul 2018. Nell’ambito dei ricavi si segnala la crescita a 445,6 milioni del margine di interesse (+1,8%) mentre le commissioni contengono la flessione all’1,6%, a 400,9 milioni. Il risultato della finanza è stato positivo per 37,4 milioni (34 milioni nel 2018), anche grazie alla rivalutazione della partecipazione in Nexi, che ha contribuito per 17,7 milioni.

La trimestrale di Ubi Banca, dunque, conferma il trend positivo imboccato dall’istituto nel corso del 2018 «su tutti gli aspetti» afferma il consigliere delegato di Ubi, Victor Massiah, commentando i risultati della banca.

«Abbiamo un incremento dei ricavi e soprattutto sottolineo un incremento del margine di interesse proprio nella sua componente commerciale, abbiamo un’ottima tenuta della componente commissionale e una buona prestazione per quanto riguarda i risultati della finanza» a cui si aggiunge il «continuo, controllo molto attento della componente costi, che continuano a decrescere».

A ciò si aggiunge «un’ottima performance» dal punto di vista del credito come viene evidenziato dal fatto che la percentuale di finanziamenti che passano da in bonis a non performing «si è più che dimezzata in confronto all’anno scorso e questo – spiega Massiah – è un segno veramente molto molto buono».