Ubi: tre nuove banche e un varesino

La Prealpina - 12/05/2017

«Complessivamente è una trimestrale positiva». Non si lascia travolgere dall’euforia il consigliere delegato di Ubi Banca, Victor Massiah, quando presenta i risultati consolidati del primo trimestre dell’anno. Eppure, il solo dato relativo all’utile (67 milioni) con un incremento che sfiora il 60% rispetto ai 42,1 milioni del primo trimestre 2016 che, escludendo le componenti non ricorrenti, si attesta a 86,3 milioni (+103%), conferma che l’istituto orobico inizia a beneficiare del processo di incorporazione delle sette banche reti nella capogruppo che si è concluso a febbraio. Le altre due note più significative dei dati relativi all’attività dei primi tre mesi dell’anno riguardano le commissioni nette e il costo del credito. Le prime, attestandosi a 350,9 milioni con un incremento di 13,7 milioni, per la prima volta hanno fatto registrare un valore superiore a quello del margine d’interesse (347,2 milioni) mentre, di particolare interesse la riduzione del 13,2% del costo del credito. Gli impieghi verso la clientela (84,5 miliardi) evidenziano una ripresa della crescita rispetto alla fine dello scorso anno (81,9 miliardi). Diminuiscono i flussi lordi da crediti in bonis a crediti deteriorati, pari a 317 milioni nel primo trimestre dell’anno, e i crediti deteriorati netti scesi sotto gli 8 miliardi. Con la presentazione della trimestrale, Ubi ha annunciato anche il closing dell’operazione di acquisizione dal Fondo nazionale di risoluzione della Nuova Banca delle Marche, della Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e della Nuova Cassa di risparmio di Chieti. Al vertice del Consiglio di amministrazione delle tre banche, che hanno modificato la denominazione sociale rispettivamente in Banca Adriatica, Banca Tirrenica e Banca Teatina, si è insediato Osvaldo Ranica, componente del Consiglio di gestione di Ubi e ultimo direttore generale della Popolare Bergamo. Nella delicata fase di transizione che dovrà portare le tre banche all’incorporazione in Ubi, il “presidentissimo” bergamasco sarà affiancato anche dal cinquantunenne manager varesino Alberto Pedroli. Il dirigente di Sant’Ambrogio ha infatti assunto la carica di amministratore delegato di Banca Adriatica. Per i dipendenti delle tre nuove banche controllate da Ubi non vi è nessun pericolo di licenziamento. Massiah ha infatti anticipato che nell’ambito di «necessarie azioni di risanamento e di ristrutturazione saranno inevitabili delle uscite di personale che comunque verranno gestite in maniera civile, ordinata e rispettosa di tutti e decise solo dopo il confronto con le organizzazioni sindacali».