Ubi, accordo dopo la maratona notturna

La Prealpina - 27/07/2017

Vertenza Ubi, azienda e sindacati in forma unitaria trovano la quadra: è stato firmato ieri, dopo settimane di trattativa e una non stop finale di 24 ore senza interruzione, l’accordo sul contratto interno di secondo livello. Ci sono risvolti importanti su tematiche sociali e di welfare (previdenza, assistenza e giovani, con 250 nuove assunzioni). Il territorio varesino è interessato sia per la presenza di filiali e dipendenti, sia perché il colosso del credito ha assorbito i nomi storici del mondo bancario locale. Si è deciso di scaglionare entro il 30 marzo dell’anno prossimo altre 638 uscite (eredità del piano precedente di Ubi che ne contava 1.300 in totale di cui 600 già concluse con l’accordo di fine dicembre scorso).

«Questo accordo è fondamentale per poter affrontare alla ripresa di settembre il più complicato aggiornamento del Piano Ubi, quello che riguarda il perimetro allargato con le tre banche acquisite (Carichieti/Banca Marche/Etruria) che contiene il rischio di esternalizzazioni di attività. Riprenderemo con una serenità maggiore – commenta Alessandro Frontini, coordinatore Fabi Varese -, avendo messo in sicurezza alcune previsioni di contratto interno che rischiavano di essere o disdettate o messe in discussione in ambiti più grandi. Abbiamo ottenuto tutele su permessi retribuiti, condizioni per i giovani che entrano nel mondo del lavoro con contratti differenti, stabilità rispetto alle previsioni per assistenza e previdenza. E le 638 uscite saranno tutte volontarie grazie al Fondo di settore, senza strappi o concessioni sui principi che per le organizzazioni, Fabi in testa, sono fondamentali, come la volontarietà e il rispetto delle norme del contratto nazionale di settore. Aver inoltre portato a casa 250 assunzioni dal mercato esterno e la stabilizzazione dei circa 100 precari già presenti nel Gruppo Ubi è una delle parti più qualificanti di questo accordo anche per la nostra provincia. Il Gruppo Ubi (ora Banca Unica), presente con oltre 100 filiali e quasi mille addetti, fornirà i numeri per raggiungere le uscite volontarie e riceverà nuovi assunti da impiegare sul territorio».

Soddisfatto anche Valerio Fabi della segreteria nazionale del sindacato Unisin: «Siamo riusciti a trovare un’importante sintesi fra le diverse aspettative delle nuove generazioni, economiche ed occupazionali, con la previsione anche di nuove assunzioni e stabilizzazioni, e le esigenze di consolidare le varie previsioni contrattuali già esistenti nelle varie banche di provenienza».