Ubi, accordo di Natale «Solo uscite volontarie e assunzioni di giovani»

La Prealpina - 13/12/2016

Ci sono voluti tre mesi di trattativa, con una media di tre incontri a settimana e una maratona conclusiva di 35 ore consecutive, ma alla fine la firma è arrivata: accordo di Natale sulla Banca unica alla Ubi, la Pedemontana del credito che ha assorbito gli storici nomi degli istituti varesini e che dà lavoro a circa un migliaio di addetti nei confini provinciali (fra Ubi e Popolare di Bergamo). Azienda e sindacati hanno trovato la quadra domenica sera ponendo fine a un incontro-fiume che ha attraversato l’intero ponte dell’Immacolata nel quartier generale di via Calvi a Bergamo. Il tavolo si è riunito anche di notte, con turni impegnativi da coprire per arrivare alla “fumata bianca”.

«È stata dura, non sono mancati i momenti di tensione ma ce l’abbiamo fatta, la prima informativa è arrivata il 21 luglio», commenta con soddisfazione Alessandro Frontini, coordinatore di Fabi Varese, al tavolo in forma unitaria insieme agli altri sindacati, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin, Ugl e Sinfub.

«Proprio l’unità sindacale è stato il valore aggiunto che ha permesso di avere un fronte compatto davanti all’azienda per ottenere i punti per noi irrinunciabili – prosegue Frontini -. Abbiamo firmato per 600 esuberi, tutti totalmente volontari con uscite da fine febbraio. Sono stati rimandati in una seconda fase (uscite nel 2018) gli ulteriori 700 esuberi per i quali ci vorrà un accordo apposito. Inoltre sono stati definiti norme e trattamenti che nell’alveo della contrattazione di secondo livello formano parte di un nuovo contratto integrativo. Tutto quello che non viene trattato in questo accordo viene rimandato a una fase due che vedrà le organizzazioni sindacali impegnate in una trattativa nel corso del 2017. Abbiamo firmato le garanzie di mantenimento dei livelli occupazionali per il Gruppo Ubi, compresa la società di servizio Ubiss. È stata ottenuta la stabilizzazione di circa 130 tempi determinati attualmente presenti, oltre all’assunzione di ulteriori 200 risorse dando occupazione ai giovani e iniziando il processo di ricambio generazionale». Una partita vinta dunque, con ricadute non pesanti per la provincia di Varese: fra i 600 esuberi, solo una ventina sono relativi alla zona.

«Non era scontato ottenere questo risultato in un periodo economico come quello che stiamo vivendo – prosegue il coordinatore Fabi -. Si mantengono i livelli occupazionali sul principio solidale: chi prendeva molto prenderà un po’ di meno e chi prendeva meno un po’ di più. Certo l’anno prossimo saremo impegnati nella fase due della trattativa». Un buon Natale, dunque, ma l’Epifania non si porterà via tutte le questioni sul campo, come sottolinea Alberto Broggi di First Cisl Varese: «Abbiamo firmato il miglior accordo possibile, sono state mantenute anche le indennità per chi quotidianamente si reca a Bergamo a lavorare. Ora per il territorio restano da valutare gli effetti delle prossime acquisizioni: vigileremo perché i doppioni di sedi non ricadano sui 150-200 varesini che lavorano negli uffici centrali che si occupano di contact-center e antiriciclaggio».

Tutti d’accordo sulla Banca unica

Arriva dopo mesi di trattativa l’accordo sulle prime 600 uscite da Ubi Banca, effetto della fusione con le 7 banche del gruppo che porterà alla realizzazione del piano della “banca unica”. L’intesa consentirà di gestire una prima parte degli esuberi previsti dal piano, mentre servirà una ulteriore trattativa per altre 700 uscite.

L’accordo, siglato da tutti i sindacati, consentirà l’uscita volontaria e incentivata di 600 lavoratori, con l’utilizzo del fondo di solidarietà del settore, e 200 nuove assunzioni nel biennio 2017-2018. Prevista anche la stabilizzazione di 96 precari, oltre all’avvio dell’armonizzazione dei trattamenti economici e normativi oggi in vigore per il personale. Sono state adottate poi, misure per il mantenimento delle partite economiche di secondo livello e per la regolazione della mobilità territoriale, oltre a garanzie per i lavoratori in caso di tensioni occupazionali. Sono state prorogate a tutto il 2020 le garanzie occupazionali, in scadenza nel 2017, per i Lavoratori di Ubi Sistemi e Servizi. La trattativa conoscerà appunto una seconda fase nel 2017, quando si discuterà di altre 700 uscite volontarie. E quando forse sul tavolo ci potrà essere la gestione di almeno tre delle 4 good bank , visto che nelle prossime settimane (forse già prima di Natale) potrebbe essere annunciata la cessione all’istituto delle nuove Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti.

L’accordo, intanto, trova la soddisfazione di tutti i sindacati, perché «tutela i livelli occupazionali», dice Fulvio Furlan, segretario generale Uilca, sottolineando che «la compattezza del sindacato» ha permesso di portare a casa un buon risultato che «non era scontato», come osserva Riccardo Colombani, First Cisl, e che permette il «ricambio generazionale», come sottolinea Emilio Contrasto, segretario Unisin.