Tutta la provincia in bici Ciclovia, c’è il progetto Ora servono 11 milioni

Il progetto c’è, l’adesione dei sindaci anche. Adesso bisogna andare alla caccia degli undici milioni di euro necessari a realizzare l’opera. «Soldi che potrebbero già essere disponibili come opera di compensazione della linea ferroviaria AlpTransit», assicura il vicepresidente della Provincia, Marco Magrini.

Stiamo parlando della “Ciclovia del Lago Maggiore”, trenta chilometri (parte dei quali in prossimità della strada provinciale 69) da Sesto Calende a Laveno Mombello, nove territori comunali attraversati (Angera, Ranco, Ispra, Brebbia, Besozzo, Monvalle, Leggiuno oltre ai due già citati), un’altissima valenza turistica. «Diversi sindaci hanno già chiesto un incontro per affrontare l’aspetto finanziario e io stesso ho fatto presente tale necessità al neopresidente della Regione, Attilio Fontana. Attendiamo la costituzione della giunta per conoscere il nome del nuovo assessore alle Infrastrutture. Se fosse Raffaele Cattaneo potremmo contare su un interlocutore privilegiato».

L’idea di dotare il Varesotto di una rete ciclopedonale capillare e collegata prende dunque sempre più corpo con questo progetto che metterà in connessione tra loro il Verbano, i laghi di Varese e Comabbio e il Parco del Ticino. «Ciò significa -prosegue Magrini- realizzare una rete ciclopedonale in grado di connettere tutta la provincia, ma soprattutto agganciarsi ai tracciati regionali, nazionali e internazionali».

Siamo, insomma, alla ciliegina sulla torta di una “politica della mobilità dolce” che in questi ultimi anni ha visto Villa Recalcati in prima linea sia a scopo ambientale, sia a scopo turistico. «Abbiamo investito moltissime energie professionali nella progettazione, dando vita ad una visione complessiva finalizzata alla valorizzazione di tutto il nostro territorio -continua- Ora gli sforzi dovranno essere convogliati nel reperire risorse necessarie all’attuazione dei tracciati».

Adesso si tratta di passare dalle parole ai fatti. In attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto il 29 novembre scorso tra la Provincia (ente capofila) ed i nove Comuni rivieraschi del lago Maggiore, si è conclusa la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica. Iniziato nel settembre 2017 e concluso, per questa fase preliminare, in febbraio, ha coinvolto la stessa Provincia e le amministrazioni municipali che si snodano lungo la sponda lacuale. In questo modo la ciclovia (questa la moderna dizione secondo la legge quadro sulla mobilità ciclistica del gennaio scorso) interessa territori ad alta valenza paesaggistica e di grande impatto storico-culturale (basti citare la Rocca di Angera, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso, il Museo internazionale della ceramica a Cerro); si pone come obiettivi primari «lo sviluppo del sistema e della mobilità ciclopedonale, fondamentale per una crescita sostenibile e turistica del proprio territorio, oltre al completamento e la connessione della rete ciclopedonale provinciale alle reti regionali, nazionali ed internazionali di lunga percorrenza, al fine di promuovere la crescita di un’economia turistica sostenibile, basata sulla piccola e media impresa, l’agriturismo, le start up per i giovani».

Il costo è calcolato in funzione delle varie sezioni tipologiche adottate (tipo di pavimentazione, presenza o meno di manufatti rilevanti, tipo di protezioni laterali, possibili compensazioni/integrazioni ambientali, arredo urbano) e all’opportunità di sfruttare strade campestri esistenti o strade locali a bassissima percorrenza veicolare.