Tutela marchi, nuova frontiera degli avvocati Liuc al via un ciclo di seminari.

La Prealpina - 31/10/2016

Marchi, brevetti, proprietà intellettuali e industriali. Dalle norme che ne regolano i diritti passeranno le carriere dei futuri avvocati. All’università Liuc ne sono tanto certi da organizzare un ciclo di seminari a tema, inaugurato dal rettore Federico Visconti. «È un settore di importanza cruciale per i nostri studenti, nell’ottica di offrire loro uno sbocco lavorativo dalle ottime prospettive. La tutela dei marchi e dei brevetti rappresenta infatti una chiave per lo sviluppo del sistema produttivo», ha affermato Alberto Malatesta(nella foto, a destra) , direttore della Scuola di Diritto della Liuc.

Il primo seminario, moderato da Giuseppe Sena, emerito di diritto industriale alla Statale di Milano, ha visto le relazioni di Silvia Giudici e Francesca La Rocca concentrarsi rispettivamente sulle direttive che l’Unione europea sta prendendo in materia e sul significato di marchi di forma, che starebbero per i loghi e altre trovate grafiche identificative di una marca. In particolare, è stata informata la platea che l’Ue si va dotando di un brevetto unitario valevole per tutti i paesi membri e di come ciò costituisca la premessa all’istruzione di un tribunale per la loro tutela: «Il senato italiano lo ha ratificato di recente. Ora si attende che il Bundestag faccia lo stesso. Allora il brevetto unitario sarà effettivo. In quanto al tribunale, una delle sedi destinate doveva essere Londra, ma ora si candida Milano». Un caso particolare è stato poi descritto daFiorenzo Festi (nella foto , a sinistra), ordinario di diritto e relatore attorno alle vertenze che per quindici anni si sono accavallate attorno al marchio Fiorucci: «Parliamo di una fattispecie esemplare, che ha visto contrapposti in numerosi gradi giudizio lo stilista Elio Fiorucci, scomparso lo scorso anno, e la società giapponese che avevano rilevato il marchio con il suo nome nel 1990. In sintesi, accadde che all’apice del successo commerciale di Fiorucci, la società da lui fondata finisse in concordato e fosse acquisita da un gruppo giapponese, che si avvalse della collaborazione dello stesso stilista per un decennio, finché questi non decise di andarsene e di registrare un altro marchio, che chiamò Love Therapy by Elio Fiorucci. Nel 2002 partì la prima causa, intentata dallo stilista contro i giapponesi, cui seguì una seconda a parti invertite. In sostanza, chiedono ai giudici di stabilire chi dei due creasse confusione e facesse concorrenza sleale». Al di là delle sentenze, nel caso analizzato, come in quello che contrappone da anni Apple a Samsung per i brevetti degli smartphone, la morale è semplice: tra due milionari che litigano, il terzo è sempre un avvocato.