Turismo in crescita in provincia di Varese: lo dicono le celle telefoniche

VareseNoi - 22/09/2022

Che il turismo sia in crescita nella provincia di Varese, anche in questo anno post pandemia, è ormai assodato: a confermarlo sono anche le celle telefoniche di chi soggiorna nel nostro territorio.


E’ questa infatti l’estrema sintesi dello studio di Confcommercio Varese su dati Vodafone Analitics elaborati dalla Università Carlo Cattaneo- Liuc, che ha mostrato l’andamento dei turisti nelle 5 principali città della Provincia secondo Ascom (Varese, Busto Arsizio, Gallarate, Saronno, Luino) esaminando le tracce lasciate dai cellulari.

«Dopo due anni di acquisizione dei dati con lo strumento di Analytics attraverso le celle telefoniche, siamo riusciti a ottenere un elevatissimo numero di dati di chi arriva nella nostra provincia – Ha spiegato Rudy Collini, presidente di Confcommercio Uniascom Varese – E oggi presentiamo con l’università Liuc e la Camera di Commercio di Varese il primo Studio relativo ai flussi turistici in provincia di Varese per gli ultimi tre anni, dal 2019 al 2022, analizzando il periodo che va da prima a dopola pandemia. Fortunatamente si nota che il dato nel 2022 è in crescita, anche superiore a quella del 2019: significa che l’attrattività del nostro territorio c’è e continua a crescere, e che quindi siamo nella giusta direzione. Le prossime sfide energetiche saranno cruciali per mantenere questo trend ma la bontà e l’attrattività del territorio ci sono e i dati che presentiamo oggi lo dimostrano».


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«Potremmo sintetizzare i dati in arrivo dalla piattaforma in diversi punti: il primo in assoluto è che abbiamo ritrovato i livelli di attrattività turistica del pre pandemia e il nostro territorio è tornato ad essere destinazione di flussi turistici, il che sostanzialmente ci permette di dire che l’effetto pandemia è finito – ha commentato Massimiliano Serati docente di Politica economica all’Università Carlo Cattaneo LIUC, a capo della ricerca – Il trend è crescente, è positivo, ed è molto buono rispetto all’anno passato, anche se stiamo lavorando solo sui primi sette mesi di dati. Questo ci porta a immaginare che le 5 città principali esaminate a fine 2022 avranno accumulato circa 200mila presenze di turisti».

Il secondo elemento evidenziato dalla ricerca è che: «Si osserva un certo cambiamento, sottile ma evidente, del tipo di turista, con un ritorno della domanda interna, che fino al prepandemia era ampiamente sovrastata da quella estera, e in termini di trend di crescita, è tornata sul territorio – continua Serati – C’è molto piu turismo di contiguità, di prossimità di quanto ci fosse prima. Una tendenza probabilmente transitoria, effetto dell’onda lunga della pandemia, che probabilmente verrà riassorbita nei prossimi anni ma che adesso è un dato».

Dall’analisi poi emerge anche un terzo elemento, che è: «Una certa frammentazione tra il nord e il sud della provincia: non è una novità ma si ritrova nei dati – sottolinea il docente – Una parte sud con una prevalenza di turismo legata al mondo degli affari e del commercio, con una forte incidenza del bacino milanese come bacino di riferimento e una porta di accesso data prevalentemente dall’aeroporto e con un turista tipicamente di fascia di età intermedia, tra i 35 e i 50 anni. E una fascia più a nord, che comprende il luinese e in un certo senso anche Varese, con una vocazione più diversificata, una maggiore incidenza sul tempo libero, con vettori di accesso che non sono solo quello aereo ma anche quello dei confini a nord che vengono superati in automobile, e con un turista che è anche più giovane e più maturo, cioè meno legato alle fasce di età centrali».