Turismo green nei piccoli centriLago Maggiore nella top cento

La Prealpina - 02/10/2017

Si può vivere di turismo e agricoltura in Lombardia? La risposta è affermativa a leggere uno studio realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi in collaborazione con Coldiretti Lombardia.

Andando in giro per la regione, si scoprono comuni che hanno una vocazione eminentemente agricola, come nel caso dei centri della provincia di Pavia Borgo Priolo e Zavattarello, dove più del 60% delle imprese locali fanno business con l’agricoltura. E realtà come Limone sul Garda, Livigno, Madesimo e Valfurla, dove più del 40% delle attività è legato a doppio filo con il turismo. Come si posizione in tutto questo il Varesotto? Nella speciale classifica dei piccoli centri (con più di 100 imprese, ma non capoluogo) in cui si fa impresa in primis con turismo e agricoltura, si è piuttosto lontani dalla vetta: solo Laveno Mombello al 77esimo, Luino all’87esimo e Ispra al 91esimo posto entrano a pieno titolo nella “Top 100” (Angera è al 101esimo posto). In tutti e tre i Comuni selezionati, più del 32% delle imprese opera in ambito turistico (prevalentemente) o agricolo.

Più in generale, turismo, agricoltura ed enogastronomia rappresentano un business per 196 mila imprese lombarde, tra zone turistiche e non. Le più attive si trovano nei laghi di Garda, Como e Maggiore, nelle valli Brembana, Seriana, Camonica, in Valtellina e nelle zone termali all’Oltrepò pavese. In queste aree c’è un’economia tra agricoltura e turismo che conta 33 mila imprese in circa 400 piccoli e medi comuni lombardi, capoluoghi esclusi. Si tratta di imprese agricole e negozi al dettaglio in prevalenza (12 mila per ogni settore), alberghi, ristoranti, bar e agenzie di viaggio (oltre 9 mila).

Il turismo lombardo dei piccoli e medi centri mette insieme agricoltura, alberghi, ristoranti, enogastronomia, shopping di prodotti tipici, con una specializzazione in un contesto di accoglienza: oltre una impresa su tre di questi territori, il 35%, è dedicata proprio a turismo, shopping, agricoltura contro una media lombarda complessiva del 24%.