Tsunami virus sull’economia varesina: Camera di Commercio pronta a reagire

Malpensa24 - 04/03/2020

Ogni volo in arrivo a Malpensa cancellato vale una perdita sull’indotto stimata in 75 mila euro. Il tasso di occupazione delle stanze degli alberghi varesini è crollato al 10 percento. Stop di tutto il mondo fieristico. L’economia della provincia di Varese ai tempi del coronavirus è un bollettino di guerra. Ma dietro l’hashtag #varesevasempreavanti c’è la reazione dell’intero sistema produttivo che per voce di Fabio Lunghi, presidente di Camera di Commercio, mette sul tavolo una serie di misure «chiare e concrete» per affrontare la crisi.

In conferenza stampa c’è solo Fabio Lunghi, accompagnato da Mauro Temperelli segretario generale dell’ente camerale. Ma la voce del presidente è quella di tutti i rappresentanti delle associazioni di categoria, poiché i concetti sono stati condivisi. L’assenza è quindi solo precauzionale: «Alcuni di loro – rivela Lunghi spiegando la sua presenza solitaria – nei giorni scorsi hanno avuto contatti con l’assessore regionale Mattinzoli, risultato positivo al CoVid-19. Quindi abbiamo scelto di adottare anche questa precauzione».

2,5 milioni di euro a disposizione per la aziende

Il primo significativo intervento nel breve periodo che Camera di commercio mette in campo è lo stanziamento di «un fondo straordinario di non meno di un milione di euro per provvedimenti tempestivi e incisivi, che andremo a delineare in una prossima giunta d’urgenza». Spiega Lunghi, che subito aggiunge: «Chiederemo a a Regione Lombardia un’addizionalità che possa raddoppiare le risorse da mettere in campo, assicurandone un’immediata spendibilità. Risorse che, tra l’altro, dovranno andare a incrementare la disponibilità di credito per le imprese, lavorando fin d’ora in sinergia col sistema bancario della nostra provincia. Questo a beneficio di quella molteplicità di aziende – soprattutto del turismo, del commercio, dei trasporti e dei servizi – che per prime stanno pagando lo scotto delle pur necessarie azioni di prevenzione sanitaria messe in atto dalle competenti autorità».

E sul medio periodo Camera Commercio auspica «la sospensione del versamento annuale al bilancio dello Stato, che per il nostro ente è di oltre 500mila euro. Risorse che potrebbero così essere destinate a integrare il già citato milione di euro a favore delle imprese».

Reputazione da ricostruire

Lunghi è chiaro: «Di fronte a una crisi di queste dimensione la risposta del governo non può essere lo spostamento del pagamento delle imposte di un mese. Questa soluzione non serve a nulla, perché qua i cassetti stanno rimanendo vuoti». In tutti i settori: turismo, commercio, trasporti, servizi, meccanotessile. A essere contagiato è davvero l’intero sistema economico.

«E – continua Lunghi – oltre alle pesanti ripercussioni legate al diffondersi del contagio sul territorio nazionale, con la conseguente adozione delle misure di prevenzione, a incidere pesantemente hanno inoltre contribuito, in modo decisivo, alcuni gravi errori di comunicazione. Errori che hanno dipinto in maniera tragica, abusando del sensazionalismo, l’emergenza italiana, facendola percepire a dir poco drammatica dagli interlocutori mondiali con i quali le nostre imprese si raffrontano quotidianamente: siano essi fornitori, clienti, turisti, uomini d’affari, partner commerciali, viaggiatori o investitori».

Il presidente di Camera di commercio, come conseguenza tragica del crollo della reputazione del Belpaese porta l’esempio di imprenditori italiani trattati come appestati in alcuni eventi fieristici in Germania, dove sono stati costretti a indossare braccialetti colorati con la scritta “controllato”.

Si lavora su più livelli

Un’attenzione rilevante sarà riservata al settore manifatturiero, artigiano e industriale, che dovrà ben presto affrontare l’onda medio lunga degli effetti di questa crisi, anche se alcune avvisaglie sono già ben presenti. «È importante prosegue Lunghi – oggi più che mai, non abbassare la guardia sul fronte dell’innovazione e del 4.0, rispetto al quale tanto impegno è stato messo in campo. Inoltre a beneficio delle nostre imprese, andranno poi rimodulate e potenziate anche le azioni già messe in campo da Camera di Commercio sul versante dell’internazionalizzazione, con particolare riferimento all’interscambio commerciale. Un ambito tanto importante per il nostro sistema economico in termini di quota di valore aggiunto generato (l’export conta per oltre il 40% su un totale di 24 miliardi annui) e per il quale sono di vitale importanza tutte quelle relazioni oggi fortemente colpite dall’emergenza sanitaria».

E ancora. «Per riallacciare queste connessioni dirette tra gli operatori, serve quindi una terapia d’urto sul versante dell’“outgoing” come su quello dell’“incoming”: il riferimento, per esempio, è alla partecipazione alle più importanti rassegne fieristiche mondiali come pure a quelle internazionali in Italia dei più svariati settori. Siamo pronti sia a rimodulare l’operatività in tema di internazionalizzazione sulla base delle mutate necessità causate da questa crisi sanitaria, sia a valutare l’opportunità di intensificare il volume stesso delle risorse finora destinate».

La tassa di soggiorno

Ognuno deve fare la propria parte. Grande o piccola che sia, nessuno si può tirare indietro. Anche le amministrazioni locali nel loro piccolo possono mettere in campo azioni concrete. «Chiediamo ai Comuni di ripensare, nell’urgenza dell’immediatezza, la Tassa di soggiorno, pur ribadendone l’importanza quale strumento per alimentare un circolo virtuoso in termini di attrattività territoriale, riteniamo che la situazione contingente possa suggerire un segnale a favore degli operatori della ricettività. Non chiediamo la sospensione, bensì di dirottare quelle risorse in iniziative di promozione del territorio».

L’obiettivo è recuperare, il prima possibile, quella domanda turistica internazionale e nazionale che, negli ultimi dieci anni, ha visto raddoppiare sia gli arrivi, sia le presenze nelle strutture varesine. «Anche noi faremo la nostra parte: come Camera di Commercio, a favore degli operatori del settore fieristico e congressuale, vogliamo poi lavorare per supportare, stanziando risorse, l’organizzazione di eventi sul nostro territorio che garantiranno pernottamenti, in considerazione dell’indotto economico generato».