Troppo caldo in fabbrica La Fiom chiede più pause

- 20/06/2017

Sciopero alla Whirlpool per avere 15 minuti in più di pausa durante il turno: il gran caldo non perdona nello stabilimento produttivo di Cassinetta di Biandronno e la sola Fiom-Cgil rivendica questo stop aggiuntivo, rispetto ai 25 minuti totali già previsti ora, per i 1.400 operai. Dopo tre giorni di trattative che non hanno dato esito, il sindacato dei metalmeccanici ha invitato a incrociare le braccia nei tre turni per la stessa durata del cambio, cioè appunto per 15 minuti nei tre turni, dalle 10.45 alle 11, dalle 15.45 alle 16 e dall’1.45 alle 2 di notte. Come a dire, prendiamoci quel sollievo. Venerdì scorso c’è stata la prima assemblea in sciopero nella fabbrica dei frigoriferi, «nella quale i lavoratori all’unanimità hanno chiesto a gran voce di poter disporre di un cambio aggiuntivo, necessario per rendere le condizioni del proprio lavoro meno faticose nelle giornate di grande caldo», si legge nella nota sindacale. La battaglia proseguirà oggi nei settori microonde e forni.

«Vogliamo raggiungere al più presto un’intesa che raccolga le giuste rivendicazioni sul tema del microclima, che vuole dire salute e sicurezza. Non si esclude l’ipotesi di revocare le giornate di straordinario già concordate». L’iniziativa, come detto, riguarda solo la Fiom e non Fim e Uilm.

«Di fronte alle temperature proibitive di questi giorni abbiamo chiesto una maggiore attenzione – aggiunge Matteo Berardi della Fiom Cgil -, ma l’azienda ci ha risposto picche per una questione di costi. Non tanto per quei minuti di assenza durante l’orario di lavoro, quanto per il rallentamento inevitabile nella produzione numerica di frigoriferi. Ne siamo consapevoli, ma bisogna anche puntare sul benessere dei dipendenti: lavorare a oltre trenta gradi, senza il condizionatore, non è facile. Ci sono dei calcoli matematici alla base delle pause previste nel turno di otto ore: ma quando le condizioni peggiorano secondo noi queste regole si possono cambiare. Attualmente i 25 minuti consentiti sono suddivisi in tre turni, noi ne chiediamo un quarto in aggiunta, perché gli operai sono molto stanchi per colpa dell’aumento delle temperature. Evitiamo così malori o possibili conseguenze che poi sarebbero molto più preoccupanti da gestire: già abbiamo accettato molti sacrifici, lavoriamo sabato e domenica, pensiamo che un costo del genere possa risultare accettabile per Whirlpool».

Elisa Polveroni