Troppi rischi per i pedoni Ogni giorno un incidente

La Prealpina - 07/01/2019

Quasi 400 pedoni investiti in un anno, 32 al mese, uno al giorno.

Sono i numeri che rendono l’idea di quanto le strade della provincia di Varese siano pericolose per chi si muove a piedi. Per chi deve fare i conti quotidianamente con automobilisti col vizio di premere sull’acceleratore e con conducenti distratti, spesso impegnati a “whatsappare” o addirittura a scattare foto e video mentre guidano, oppure poco lucidi a causa di qualche bicchiere di troppo o di serate “stupefacenti”. Quanti ne incrociamo che con una mano tengono il volante e nell’altra stringono lo smartphone e, sorridenti, messaggiano con l’amico, il collega, la moglie, il marito o l’amante? Basta un attimo di distrazione e la macchina va dritta in curva, tampona il ciclista o investe l’anziano che attraversa sulle strisce.

“Se non rispondi non muore nessuno”, era lo slogan di una delle tante campagne lanciate in Italia contro l’uso del cellulare alla guida. Campagna che, evidentemente, non è bastata, perché di morti sulle strade se ne continuano a contare parecchi. Non sempre, sia chiaro, la colpa è del telefonino – a volte la responsabilità va cercata nella velocità, nelle strade poco illuminate, nelle strisce sbiadite o in un movimento “azzardato” della vittima -, ma quel che è certo è che i pedoni, che non hanno la protezione delle lamiere e degli airbag, sono sempre quelli che rischiano di più, nonostante “zebre” colorate, segnali luminosi, dossi o Velo Ok.

Le statistiche dell’Areu, l’Agenzia regionale emergenza urgenza, dicono che nel 2018 ambulanze ed elicotteri del 118 hanno effettuato 384 interventi in provincia per investimento di pedone. In media, quindi, poco più di uno al giorno. Con un leggero aumento (+2%) rispetto al 2017 (quando furono 376). E circa un quarto di questi pazienti (86) è stato trasportato al pronto soccorso in codice rosso, cioè in gravi condizioni (dalla tabella non è possibile sapere quanti sono stati i decessi poi constatati in ospedale). Ben 289 i codici gialli, cioè feriti con lesioni di media gravità, e solo 9 i codici verdi.

L’aumento del numero di incidenti è molto più marcato in alcuni Comuni. E Varese è uno di questi, come del resto testimoniano le cronache di questi ultimi mesi. Nella Città Giardino, infatti, si è passati dai 69 investimenti del 2017 agli 83 dell’anno appena concluso: un incremento del 20%. Al secondo posto della classifica troviamo Busto Arsizio, dove le persone finite sotto un’auto o un camion sono state 48 (+9% rispetto ai 44 del 2017); terzo posto per Gallarate, dove però gli incidenti sono leggermente calati: da 38 a 37. Le strade sono sempre più pericolose per i pedoni a Tradate: 17 quelli finiti in ospedale l’anno scorso, il 55% in più del 2017 (11). Tanti rischi anche ad Arcisate (sei investimenti nel 2018, nel 2017 non ne era avvenuto nemmeno uno), Germignaga (dove gli incidenti sono balzati da zero a cinque), Luino (da 13 a 16) e Malnate (raddoppiati, da 4 a 8), così come a Porto Valtravaglia (da 1 a 4), Sesto Calende (da 5 a 8), Solbiate Olona (da 1 a 5), Angera (da 0 a 4) e Viggiù (da zero a 3). Ma ci sono anche paesi in cui i pedoni hanno passato l’anno indenni, come Albizzate, Brebbia, Comerio, Marnate o Sumirago, dove la casella “investimenti” segna un rassicurante “zero”. E infine ci sono località che hanno visto calare drasticamente gli incidenti che hanno coinvolto i pedoni: è il caso di Castellanza (dai 24 del 2017 si è scesi ai 9 del 2018), Somma Lombardo (da 12 a 6), Lavena Ponte Tresa (da 7 a 2) o Vergiate (da 8 a 1).