Troppi debiti? Ci pensano i commercialisti

 Basta poco per rischiare di rimanere soffocati dai debiti: il lavoro che salta, una separazione, la rata del mutuo troppo alta, qualche commessa non pagata. Lo sanno bene i privati, ma anche gli imprenditori che, proprio nel periodo in cui la crisi ha messo in ginocchio numerose attività, si sono ritrovati a dover fare i conti con il rosso in banca. Situazioni da cui non è poi così semplice uscire. Lo sa il legislatore, che ha creato l’organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento e lo sanno bene i commercialisti dell’ordine di Busto Arsizio, che hanno deciso di dare vita proprio a questo nuovo servizio.

«Credendo fermamente anche nella funzione sociale del nostro ordine – spiega la presidente Paola Castiglioni (nella foto ) – ho deciso di introdurre questo istituto giuridico anche nel nostro territorio. È rivolto ai singoli privati e ai piccoli imprenditori, tutti appartenenti alla categoria dei non fallibili, pur non potendo più far fronte alle richieste dei creditori. Si tratta di un aiuto concreto: la singola situazione viene presa in esame e si valuta se sia possibile costruire un percorso di rientro dai debiti che sia sostenibile. È chiaro che ci vogliono i tempi tecnici necessari e se l’ufficiale giudiziario bussa già alla porta è troppo tardi. Se invece ci si rivolge a noi quando le difficoltà sono all’inizio, allora ci sono delle possibili vie di uscita». Sarà proprio compito dei commercialisti fornire le indicazioni pratiche percorribili.

La procedura prevede che vi sia un referente, Angelo Molon, che fissa un primo incontro con la persona in difficoltà. A quel punto il caso viene preso in carico da da uno dei commercialisti abilitato a lavorare per l’organismo di composizione – il gestore della crisi – che si occupa di analizzare e valutare ogni singolo dettaglio e indicare le possibili vie di uscita. «Vuole essere uno strumento di supporto – sottolinea ancora la presidente dell’ordine, Paola Castiglioni – ed è importante che sia fatto conoscere. Anche per questo abbiamo avvisato i sindaci del territorio. Spesso le situazioni più critiche passano proprio dagli uffici dei servizi sociali del comune. L’Occ potrebbe rappresentare una via d’uscita valida per chi non riesce a far fronte agli obblighi assunti con banche, fisco e società finanziarie e che rischiano di perdere altri beni di loro proprietà». L’Occ di Busto è attivo dalla fine del mese di settembre. Al momento sono due le persone che si sono rivolte al referente dell’organismo. Per una di loro non è stato possibile intervenire mentre per l’altra ci si è messi al lavoro.