Troppa burocrazia: le Pmi non investono più

La Prealpina - 07/03/2017

Dal 2008 a oggi in Italia gli investimenti fissi lordi nel settore privato sono scesi del 25,2% mentre nella zona euro il calo medio è stato del 9,2%. Emerge da una ricerca di Intesa SanPaolo diffusa in occasione della presentazione dei Piani individuali di risparmio (Pir), distribuiti per primi dalla Sgr controllata Eurizon Capital.

«Le ragioni di questo trend sono soprattutto l’eccesso di burocrazia, la bassa produttività del sistema, l’incertezza della domanda», spiega il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice, che mette in luce anche l’eccessiva leva finanziaria delle imprese italiane, con i prestiti bancari che sono sempre la voce principale. Le stime della Banca d’Italia indicano in 200 miliardi la necessità per far convergere la leva del sistema made in Italy sulla media europea, più una corrispondente riduzione dell’indebitamento.

I Pir – sui quali entro la fine del mese è attesa un’indicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla possibilità di investire non solo su società quotate e sull’estensione dei Piani ai minorenni – permette ai risparmiatori di beneficiare dell’esenzione fiscale per gli investimenti fino a 30mila euro l’anno, per un massimo di 150mila in 5 anni rispettando i requisiti dell’investimento al 70% su emittenti italiani, con focus anche sulle Pmi. Contemporaneamente, secondo Intesa SanPaolo, i Pir massimizzano la diversificazione, utilizzando al meglio i margini concessi dalla quota libera, pari al 30%, con possibile accesso anche a diverse asset class geografiche e valutarie.

«I nostri portafogli – spiega Tommaso Corcos, amministratore delegato di Eurizon Capital – utilizzano una strategia di gestione attiva e diversificata sulle componenti azionarie e obbligazionarie con un continuo monitoraggio del rischio». I piani di risparmio a lungo termine – aggiunge Alberto Baban, presidente della piccola industria di Confindustria durante la presentazione a Milano dei prodotti Eurizon – «rappresentano una novità positiva e attesa per il mondo delle imprese: con la loro introduzione si punta a canalizzare il risparmio delle famiglie verso il sistema produttivo».

«Il nostro orientamento alle esigenze delle famiglie e delle imprese italiane, che ci rende in questo Paese il motore dell’economia reale per le imprese e la cassaforte del risparmio delle famiglie, ci ha consentito di individuare nuove soluzioni d’investimento», afferma Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.