Trieste, Gorizia e Monfalcone: il patto “salva Camera” dei tre sindaci

Altra Testata - 07/07/2017

I tre sindaci di Trieste, Gorizia e Monfalcone fanno quadrato attorno alla Camera di commercio della Venezia Giulia che dicono di non voler vedere finire nel crogiolo unico regionale come invece vorrebbe Debora Serracchiani. Allo studio c’è la possibilità che i consigli comunali dei tre Comuni si riuniscano in una sede della Camera per lanciare un forte segnale politico.

Quando gli si chiede quali sono i passi che intende compiere a difesa della Cciaa, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazzaadotta toni bassi ma chiari: «Non è una guerra e non parlerei di difesa quanto piuttosto di condivisione di un percorso maturo, responsabile e funzionale per le realtà commerciali del territorio, che le Camere di commercio di Trieste e Gorizia hanno saputo avviare e portare avanti con il sostegno degli enti territoriali, tra cui il Comune di Trieste che plaude al metodo adottato».

Quanto ai motivi, aggiunge Dipiazza, «non credo sia corretto semplificare il discorso a Camera unica sì o no. In una regione di un 1,2 milioni di abitanti è sicuramente opportuno procedere ad una razionalizzazione e su questo percorso Trieste e Gorizia si sono mosse con responsabilità da tempo».

Certo è «che non si può prescindere dalle peculiarità del territorio e gli insediamenti imprenditoriali nella regione sono molto eterogenei. Le caratteristiche delle realtà in Venezia Giulia e del resto della regione sono profondamente differenti tra loro».

Dato che gli enti camerali esistono «per dare risposte efficaci ed efficienti, ma soprattutto in tempi rapidi, credo sia opportuno tenere conto di queste profonde differenze in un territorio regionale molto complesso, e per la sua posizione geografica non paragonabile ad altra regioni italiane».

Se Dipiazza ha un rapporto di collaborazione consolidato con Serracchiani e non vuole entrare in polemica, il neoeletto sindaco goriziano Rodolfo Ziberna ci va già pesante: «Anche un bambino riconoscerebbe la differenza fra l’Adriatico e le Alpi. Se fondiamo la Cciaa giuliana con il Friuli, il risultato è di farci scomparire: Gorizia coprirebbe circa il 10%. Con Trieste il 20% o poco più».

E ancora: «Il Fondo Gorizia diventerebbe un bottino da spartire. E anche se venisse tutelato, finiremmo esclusi da qualsiasi altra ripartizione di fondi. La Camera non è un elemento di costo per la Regione e non può essere obbligata a fondersi. Serracchiani ormai è un Re Mida al contrario, tutto quel che tocca collassa. Stia lontana da quello che non è suo».

Il sindaco di Monfalcone Anna Cisintdichiara: «Abbiamo già fatto una scelta di area vasta su un territorio complementare. Per convincersene basta pensare al tema dei porti e dei confini. La Camera unica andrebbe in contrasto con questa scelta avveduta, a discapito del territorio. Si annullerebbe un passo in avanti già compiuto, e ben funzionante, mettendo tutti in difficoltà».