Tribunale Brevetti – Le invenzioni europee passano da Milano

Milano capitale economica d’Italia, ma anche epicentro di ricerca e innovazione. Delle oltre 35 mila domande di brevetti depositate nel nostro Paese ogni anno, quasi il 30% viene da qui. Una leadership indiscussa naturalmente anche a livello lombardo, dove per altro Varese non sfigura. L’anno scorso i brevetti varesini depositati furono 45: la quinta miglior performance a livello regionale, nonché la trentaduesima assoluta. Non c’è perciò da stupirsi dell’apertura proprio nella metropoli lombarda della terza sezione della Corte Centrale del Tribunale Unificato dei Brevetti, che va ad affiancarsi alle altre due sezioni già attive a Parigi ed a Monaco di Baviera.

Taglio del nastro

Ieri in mattinata si è tenuta una cerimonia di inaugurazione della nuova sede collocata nello stesso edificio di via San Barbara 50, dove si trova anche il Tribunale del lavoro, alla presenza, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Il Tribunale Unificato dei Brevetti è un organismo che difende la proprietà intellettuale e dunque è uno strumento per favorire la competitività del nostro sistema», ha dichiarato il titolare della Farnesina, durante la cerimonia che ha avuto nel taglio del nastro il suo momento clou. «Serve a creare un’ambiente favorevole, perché dove mancano le regole è difficile crescere con serietà. Per altro, la certezza delle regole è il migliore strumento per attirare gli investimenti stranieri in Italia».

Lavoro di squadra

A detta del leader di Forza Italia, l’assegnazione all’Italia del Tribunale Unificato dei Brevetti è stato un successo frutto di un lavoro di squadra: «Abbiamo lavorato tutti insieme – governo, i magistrati del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, avvocati, Camera della Commercio e Assolombarda – per dimostrare che il nostro Paese può e deve essere al centro di una nuova politica industriale di cui ha bisogno l’Europa. Naturalmente, siamo di fronte ad un giusto riconoscimento a questa città, alle sue strutture, alla magistratura, ai suoi ordini professionali. Se l’Europa sceglie di venire nel cuore dell’economia europea – anche perché siamo la seconda manifattura del continente -, non è una scelta cervellotica, bensì è una scelta europeista». Il vicepremier ha infine puntualizzato che l’Italia è il quinto Paese europeo per numero di brevetti, con circa 5 mila domande depositate all’Ufficio Brevetti Europeo.

«Una conquista»

Il ministro Nordio ha celebrato il momento, definendo l’apertura del terzo polo milanese del Tribunale Unificato dei Brevetti «una delle principali novità in ambito giustizia degli ultimi anni»: «È stata una conquista per le lunghe trattative che hanno permesso di assicurare competenze importanti e strategiche. Essere riusciti ad avere a Milano, ha detto ancora il ministro, «dopo la sezione locale già operativa da un anno, anche la terza divisione centrale, dopo l’uscita di Londra dall’Unione Europea, rappresenta un traguardo strategico per l’intero Paese».

Il ricordo di Maroni

Infine, il presidente regionale Attilio Fontana, che ha voluto ricordare Bobo Maroni: «Fu proprio il mio predecessore a Palazzo Lombardia ad avviare questo importante percorso con quella visione lungimirante che ha sempre contraddistinto la sua azione politica».

Decisioni su moda e farmaceutico

A benedire la nuova sede milanese c’era anche il giudice tedesco Klaus Grabinski, presidente della Corte di Appello del Tribunale Unificato dei Brevetti. La nuova destinazione della sede centrale del Tribunale dei Brevetti è indubbiamente uno degli innumerevoli effetti collaterali della Brexit. Milano subentra infatti a Londra. Saranno tre i giudici della divisione centrale di prima istanza di via San Barnaba, che per altro ha già iniziato la sua attività lo scorso 26 giugno: tra questi, figura anche un italiano, Andrea Postiglione.

Aggiudicarsi il Tribunale non è stato agevole. Inizialmente era stato infatti “spacchettato” tra Italia, Germania e Francia. A conclusione dell’iter, la competenza su alcune in tema di chimica e metallurgia è stata assegnata alla Germania.

Milano sarà invece chiamata a decidere sui contenziosi sui brevetti europei di settori strategici dell’economia italiana come la farmaceutica, il fitosanitario, l’agroindustriale e la moda. I giudici preposti devono decidere nei casi di contraffazione, sulle misure cautelari provvisorie e sulle domande di nullità che si inseriscono in un processo già in corso. Si stima che tali ambiti rappresentino circa il 40% dei procedimenti attualmente devoluti alla divisione centrale di Parigi.

Il trend è destinato a crescere, grazie alla tendenza già in atto di voler ricorrere al sistema di protezione conferito dal brevetto europeo con effetto unitario, perché ritenuto più vantaggioso. Inutile dire che l’assegnazione a Milano, già sede della divisione locale del Tribunale Unificato dei Brevetti, segna un’opportunità di sviluppo considerevole per la città, ma anche per tutta la Lombardia: si parla di un valore per l’indotto pari a 350 milioni di euro all’anno.

Secondo l’Ordine degli avvocati di Milano, l’apertura della divisione centrale avrà un impatto significativo sul contenzioso in tema di brevetti. Sì, perché il nuovo Tribunale, nativo digitale, offrirà una giustizia per lo più focalizzata sulle controversie di questo tipo, riducendo i tempi di risoluzione delle dispute. Per esempio, un giudizio di merito in primo grado dovrebbe avere una durata non superiore ai 14 mesi.

Varese

Nel 2023 Varese ne ha depositati 45 collocandosi al trentaduesimo posto in Italia e al quinto in Lombardia