Treno in brughiera, passo avanti

La Prealpina - 06/12/2018

Ieri è arrivata la doccia fredda per chi dal primo giorno si oppone al raccordo T2-Gallarate: convocazione della prima riunione della Conferenza dei Servizi per il 13 dicembre. La sensazione è quella che non si riesca a capire con quali criteri venga portata avanti l’opera ferroviaria, con dei termini che vengono di volta in volta sconfessati. «Non appena c’è arrivata questa documentazione abbiamo cercato di capirci qualcosa – non nasconde il suo straniamento Stefano Bianchi, presidente del Comitato Salviamo la Brughiera – giovedì ci sarà occasione di incontraci e parlare di quanto accaduto. Chiariremo la posizione non appena avremo modo di far luce sull’insieme di comunicazioni ricevute, e a mio modo di vedere, fatte male».

Il presidente del comitato prosegue dichiarando come la decisione sia «quella di opporci a quelle che sono semplici decisioni unilaterali, siamo convinti non ci siano neppure arrivate le risposte alle domande da noi poste in precedenza, tant’è che stiamo cercando se sul portale Silvia sia stato caricato qualcosa. Posso solo dire che sono molto confuso dai loro giochi».

Lo scenario che prende piede è quello indicato dal segretario cittadino del Pd, Tiziano Marson. «Prima di gettare la spugna, non tanto sul progetto, ma sullo Stato di diritto ci rivolgeremo al Tar». E di questo tratterà l’incontro che il comitato ha in programma domani sera. «Non abbiamo elementi per valutare e ci chiediamo quali fossero, o siano i termini, per la presentazione delle osservazioni riportate nell’ordine del giorno – fa sapere un’altra voce del Comitato – noi eravamo rimasti al termine dell’8 settembre poi rimandato ad una data mai chiarita. Le nostre osservazioni sono pronte da luglio, invieremo una Pec con la richiesta di chiarimenti ai responsabili della procedura in Regione. Se poi non arriverà alcuna risposta invieremo le osservazioni. Sulla convocazione annunciata inutile fare supposizioni, attendiamo di avere maggiori informazioni a riguardo».