Treno e metro unite nella Lombardia 2020

Una unica holding che unisca Lombardia, Comune di Milano e Fs per creare un polo della mobilità da due miliardi di euro che sarebbe il nono player a livello europeo: è la proposta su cui ha deciso di lavorare la Regione. Una proposta rilanciata ieri alla presentazione del piano strategico di Fnm, il gruppo di trasporto pubblico locale del Pirellone.

«Io credo che sia la strada giusta» ha spiegato il governatore Roberto Maroni che nel pomeriggio incontrerà il sindaco Sala per parlare anche (ma non solo) di questo.

«L’obiettivo è di arrivare a creare, con l’accordo di tutti – ha spiegato il governatore – un grande player di livello internazionale, che vada anche al di là dei confini della Lombardia, coinvolgendo le regioni confinanti».

«L’obiettivo del gruppo – ha chiarito il presidente di Fnm, Andrea Gibelli – è quello di costruire una sinergia tra tutte le modalità di trasporto, dalla bicicletta al treno alla gomma, fino all’aereo, perchè una regione leader come la Lombardia deve avere un servizio di mobilità assolutamente integrato. l’unico nostro nemico è l’auto privata».

L’orizzonte è quello del 2020, come previsto anche dal programma della mobilità e dei trasporti approvato lo scorso mese di settembre in Regione. Si prevede un incremento dell’offerta del 20% e la riduzione del trasporto privato su strada nella misura del 7%. E’ chiaro che servono risorse.

«Il governo pare che abbia stanziato 600 milioni per ripianare i debiti del trasporto pubblico locale al Sud – ha detto il presidente Maroni – Noi non chiediamo aiuti di questo tipo, ma risorse per gli investimenti, che ho quantificato in dieci miliardi, che potranno servire anche per intervenire sul piano strategico della mobilità e del trasporto».

Con lo sviluppo delle aree di business previste nel piano strategico quadriennale, Ferrovie Nord Milano, si propone di accelerare anche da un punto di vista finanziario. La previsione è di un significativo incremento dell’Ebitsa, da 50 milioni di euro conseguiti nel 2015, a 10 milioni di euro al termine dei prossimi quattro anni.

In realtà non è questa l’unica proposta sul piatto. Fs infatti vorrebbe aumentare la sua partecipazione (attraverso Trenitalia) in Trenord superando il 50%. Ora invece la società che si occupa del trasporto ferroviario in Lombardia è per metà di Trenitalia e per metà di Ferrovie Nord Milano (che d’ora in poi potrebbe cambiare nome: non sarà più l’acronimo di Ferrovie Nord Milano, come ha annunciato il presidente Andrea Gibelli, ma Finanziaria del Nord per la Mobilità).

Maroni non scarta l’ipotesi a priori, però avverte che deve esserci un tornaconto per i cittadini, che tradotto significa investimenti sulle linee dei treni da parte di Fs. Sulle linee, con il raddoppio di quelle a binario unico, non sul materiale rotabile perché i treni si possono poi portare fuori regione. «Non c’è alcuna trattativa in corso – ha spiegato Maroni – ma una serie di colloqui preliminari per capire che cosa sia più utile per i cittadini lombardi».