Treni T2-Gallarate, ecco i tecnici

Sul collegamento ferroviario T2-Gallarate FerrovieNord non ha più intenzione di prendere tempo. Nei boschi di Casorate Sempione che dovrebbero ospitare il futuro doppio binario sono infatti apparsi nei giorni scorsi tecnici in camice bianco e attrezzature specifiche per effettuare sondaggi geognostici che permettano di analizzare il suolo in profondità per la valutazione delle sue caratteristiche geologiche e geotecniche. Si tratta di un passaggio obbligato quando si realizza il progetto definitivo di un’opera.

Il progetto

Ciò significa dunque che è in pieno svolgimento la stesura del progetto definitivo di quel tracciato lungo 4,6 chilometri che collegherà il Terminal 2 di Malpensa con Gallarate, con l’aggiunta di un ulteriore raccordo di 1,1 chilometri in direzione nord, con l’innesto previsto sulla linea Milano-Domodossola all’altezza dei prati che separano il quartiere dei Ronchi dalla zona industriale di Casorate. I treni partiranno dalla nuova stazione ferroviaria del T2 e sottoterra attraverseranno prima la testata delle due piste e poi la superstrada 336, entrando nei boschi un attimo prima del crossodromo del Ciglione.

I convogli vedranno la luce all’altezza della provinciale che collega la zona dell’Altobelli all’ex Nautilus, per poi proseguire a cielo aperto fino a raggiungere la linea del Sempione.

Costi e tempi

Il costo è pari a 212 milioni di euro, suddiviso in un primo lotto da 195 per il collegamento T2-Gallarate, e in un secondo da 17 per completare l’intervento con il peduncolo in direzione Domodossola. Il cronoprogramma iniziale prevedeva nel 2019 la gara d’appalto e nel 2023 il taglio del nastro, ma 1’iter ha già subito in questa prima fase di progettazione almeno otto mesi di ritardo.

Prima gli accordi

Secondo il sindaco di Casorate Sempione (Comune su sui inciderà l’opera per oltre il 90%) Dimitri Cassani, ora inizia la fase cruciale di concertazione tra i proponenti e gli amministratori locali. «Dobbiamo chiaramente entrare nel merito, questo progetto dovrà essere sottoposto agli enti locali e in quella fase ci sarà la possibilità per intervenire». Cassani da due anni ripete che pur essendo contrario non assumerà un atteggiamento da No Tav, ma lotterà per ottenere compensazioni ambientali in loco e un tracciato che abbia il minore impatto possibile sulla natura circostante. «Prima di intraprendere l’eventuale realizzazione – aggiunge – è importante anche avere certezza del rapporto costo/benefici, così come previsto dal codice degli appalti europeo. Ci deve essere dimostrato». A tal proposito, ha inoltrato formale richiesta per un incontro urgente in Regione Lombardia. Già a febbraio 2016 i nove sindaci di Malpensa avevano chiesto un confronto con l’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Sorte, ma lui all’ultimo momento non si fece trovare in ufficio. Da allora non ha mai più trovato cinque minuti liberi per ascoltare i dubbi dei sindaci sulla effettiva utilità di quest’opera.