Treni, a Varese sarà rivoluzione

La Prealpina - 13/03/2017

La galleria di base del San Gottardo, il tunnel ferroviario ad alta velocità più lungo del mondo con i suoi 57 chilometri di lunghezza nella pancia delle Alpi, nel quale i treni merci e passeggeri corrono dal dicembre dello scorso anno come se fossero in pianura. E la ferrovia Mendrisio-Varese, che tutti conoscono come Arcisate-Stabio, che alla fine di quest’anno entrerà a far parte di un sistema di “metrò transfrontaliero” grazie al quale si potrà raggiungere Malpensa dalla Svizzera in meno di un’ora. Sui binari, insomma, sarà a breve rivoluzione, ma forse non tutti hanno compreso l’ampiezza e la profondità dei cambiamenti che ci aspettano, grazie ai treni, dal punto di vista dello sviluppo economico, del turismo e degli scambi culturali. Per questo è stato davvero prezioso il convegno che si è svolto ieri mattina nel Salone Estense a cura del Gruppo di lavoro insubrico del Rotary, intitolato “Asse ferroviario del San Gottardo: scenario per la regione transfrontaliera insubrica”.

Sono intervenuti professori, progettisti e il senatore varesino Giuseppe Zamberletti, presidente dell’Istituto Grandi Infrastrutture, con il coordinamento del giornalista Antonio Franzi. Si è parlato anche di questioni molto tecniche – “Il ruolo delle attività terminalistiche nel nuovo corridoio multimodale” – ma il messaggio che alla fine è venuto fuori è stato sintetizzato dal sindaco Davide Galimberti, ospite del convegno: «Gli interventi infrastrutturali cambieranno gli scenari nel territorio e anche a Varese: grazie all’Arcisate-Stabio questa non sarà più la città in cui si arriva e ci si ferma, come è stato da sempre. Varese diventerà città di transito e la comunità e il territorio devono prepararsi a un movimento di idee e possibilità economiche del tutto nuovi. Non saremo più gli stessi: saremmo più europei e più internazionali».

Concetto ribadito nel suo intervento anche dal senatore Zamberletti, che ha ricordato la Varese «cul de sac, in cui l’autostrada finisce e in cui finiscono le linee ferroviarie». Ora invece l’Arcisate-Stabio, che forse sarebbe meglio chiamare la Varese-Lugano, per darle il valore che ha davvero nel sistema dei trasporti, produrrà «un’apertura verso nord». «Smetteremo di essere un enclave e avremo quindi bisogno, e qui mi rivolgo all’amministrazione – ha detto ancora Zamberletti -, di una stazione cittadina all’altezza di una frontiera ferroviaria internazionale».

Tornando al tunnel del Gottardo, il professor Massimiliano Serati, dell’Università Liuc di Castellanza, ha sottolineato l’importanza della nuova infrastruttura non solo per il trasporto delle merci ma anche dei passeggeri, nell’ottica del turismo. «Si tratta di un asse di enorme importanza strategica – ha spiegato il docente – se pensiamo che il gruppo più numeroso di stranieri che visitano la Lombardia è rappresentato dai tedeschi, mentre gli svizzeri sono al quarto posto. Grazie al Gottardo e all’Arcisate-Stabio Varese può diventare un punto nevralgico dentro un network internazionale anche di relazioni culturali».

Durante il convegno, in cui il professore universitario svizzero Remigio Ratti ha introdotto l’argomento parlando di “Economia e geopolitica dei transiti alpini, si è parlato anche del progetto Lu-Mi-Med, ovvero del collegamento tra Lugano, Milano e i porti liguri. Una questione affascinante, in un mondo in cui tutti siamo sempre più interconnessi, che è stata illustrata dall’architetto Luca Clavarino. In parole povere, oggi, soprattutto dopo il recente raddoppio del Canale di Suez, dal quale passano le super-navi in arrivo dal “Far East”, cariche di merci dirette anche in Italia, questi trasporti attraversano in maggioranza il Mediterraneo, superano Gibilterra e scaricano a Rotterdam e nei porti del Nord Europa, da dove le merci viaggiano verso sud lungo il corridoio ferroviario Reno-Alpi. Perché quindi navigare per quattro-cinque giorni in più invece di sbarcare i container nei porti liguri? «Perché il sistema logistico italiano risulta meno competitivo di quello dei principali paesi europei – ha spiegato Clavarino – e perché i porti italiani sono oggi poco serviti da infrastrutture intermodali, tra mare e binari». Di qui il progetto Lu-Mi-Med, ovvero la modernizzazione della linea Lugano-Milano-Savona/Vado per intercettare le merci che oggi vanno a Rotterdam. I benefici? Si parla di un introito tra i 18 e i 22 miliardi di euro l’anno, con una fetta della torta anche per la macro regione insubrica.

«Non aspettiamo il 2050»

Il convegno di ieri nel Salone Estense, dedicato alle nuove infrastrutture ferroviarie, è stato anche l’occasione giusta per parlare di un appello per il quale è in corso una raccolta di firme e a cui aderiscono anche i sedici club insubrici del Rotary, undici sul versante italiano e cinque su quello svizzero, come ha spiegato Gabriele Apicella, rotariano coordinatore appunto del Gruppo di lavoro insubrico dell’organizzazione. «Non attendiamo il 2015 per completare l’asse ferroviario del San Gottardo – recita l’appello – altrimenti i nostri figli non avranno le stesse opportunità che hanno fatto grande il nostro Paese!». C’è infatti soddisfazione e riconoscenza per l’entrata in esercizio delle gallerie ferroviarie di base del San Gottardo (2016) e del Monte Ceneri (2020), ma non si accetta che «il completamento della tratta Lugano-Chiasso resti programmato per il 2054». La parola “fine” su Alp Transit deve arrivare quindi prima, così che si ottenga, tra l’altro, «un effettivo trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia».

Ogni giorno 8.900 passeggeri

 

Sono passati quasi 100 giorni dall’apertura della nuova galleria ferrovia del San Gottardo ed ecco arrivare i primi numeri sul funzionamento della linea. Ogni giorno sono in media 8.900 i passeggeri che imboccano il tunnel, mentre altre 500 persone percorrono la vecchia linea. L’aumento è complessivamente del 40 per cento. Infatti, durante lo stesso periodo di dodici mesi prima, sulla linea del San Gottardo si contavano in media 6.700 passeggeri al giorno. Da quando è entrata in servizio a metà dicembre, nella nuova galleria sono sfrecciati 6.200 treni merci e 4.100 treni passeggeri. Durante questo periodo di tempo, sono stati soppressi 43 treni viaggiatori a causa di guasti o problemi agli impianti tecnici. La puntualità sull’asse del San Gottardo è migliorata: l’87 per cento dei treni arriva in orario, contro l’81 per cento all’inizio della gestione della nuova linea. La nuova galleria permette ai passeggeri di guadagnare circa 30 minuti tra la Svizzera tedesca e il Ticino.