Tredicesima cappella Impalcature e restauro

La Prealpina - 01/03/2017

La Fabbriceria della cattedrale di Milano è del Trecento ma con i distinguo necessari e non solo temporali, si può parlare della nascita della veneranda fabbrica di Santa Maria del Monte come di quella del Duomo.

Basta alzare lo sguardo verso la montagna sopra Varese, da alcune zone della città per accorgersi che la tredicesima cappella, una delle più visibili lungo la costa della montagna, è stata “impacchettata” per l’imminente inizio dei lavori di restauro, sia delle opere murarie sia delle statue all’interno e degli affreschi. La tredicesima cappella, caratterizzata da ottagoni sovrapposti e concentrici all’esterno, rappresenta “La discesa dello Spirito Santo” e ha una architettura lineare, nitida, che rimane ferma nella memoria dei pellegrini, anche perché si trova su uno spiazzo verdeggiante prima dell’ultima salita verso la Basilica.

I restauri saranno presentati al Centro espositivo Macchi alla Prima Cappella, giovedì 9 marzo con i rappresentanti di questa nuva avventura di cura e valorizzazione del Sacro Monte. L’arciprete monsignor Erminio Villa, Mario Zeni per la Fondazione Paolo VI , il direttore dei lavori e restauratori. Con il mese di marzo si apre una nuova stagione per il patrimonio artistico del Sacro Monte, poiché è stato creato il nuovo polo museale, dall’unione di tre luoghi: il Museo Baroffio, la casa museo Lodovico Pogliaghi e la Cripta del Santuario. Nuovi orari e un biglietto cumulativo per visitarli (12 euro a testa o 36 euro a famiglia con validità 6 mesi e una tariffa ordinaria variegata che parte dai 3 euro per i ridotti per singolo museo e dai 5 euro per gli adulti). Storia e arte aprono le porte, non solo nel fine settimana, I tre musei, infatti, rimarranno aperti al pubblico da marzo a novembre tutti i sabati e le domeniche dalle 10 alle 18. Il museo Baroffio e la Cripta da questo sabato, 4 marzo, mentre la casa Museo Lodovico Pogliaghi riapre sabato 18. Si potrà andare alla scoperta della cripta, delle sue tombe e degli affreschi non solo nel weekend, ma anche da mercoledì a venerdì dalle 14 alle 18 (come il Baroffio, all’interno del quale si potranno comperare i biglietti). Il Centro espositivo monsignor Pasquale Macchi alla Prima cappella, continuerà a svolgere la funzione di infopoint della Via Sacra e del borgo e non solo: i visitatori potranno anche ammirare la ricca collezione d’arte appartenuta a monsignor Macchi. L’accoglienza è garantita tutti i sabati e le domeniche, dalle 16 alle 19, a ingresso libero. Le statue della Via Sacra e gli affreschi del borgo sono al centro di una campagna di comunicazione “Passato e Futuro per Varese” e “Un patrimonio per l’umanità” gli slogan scelti all’interno del progetto finanziato dalla Fondazione Cariplo volto alla realizzazione di un centro di interpretazione e all’avvio di volontariato culturale per il Sacro Monte. Iniziative culturali e “conquista” di nuovo pubblico, sotto la regia del Centro espositivo monsignor Macchi, oltre a quello dei fedeli già affezionati al Sacro Monte (con la partnership della Fondazione Paolo VI e di Cesvov, del Comune di Varese e del Parco del Campo dei Fiori). Tra le iniziative in calendario, la mostra “Segni del Sacro: Sante Martiri – Donne forti di ogni tempo” della giovane artista Francesca Vitali Boldini, con inaugurazione sabato 4 alle 16 al Centro espositivo monsignor Pasquale Macchi, mentre mercoledì 8 alle 18, giorno della festa della donna, si terrà l’incontro “Donne di ogni tempo: dialogo e visita alla mostra con la presentazione delle opere di Vitali Boldini e un dibattito sulla tematiche della violenza sulle donne tenuto dal maggiore dell’Arma dei carabinieri, comandante della Compagnia dei carabinieri di Varese, Gerardina Corona, dall’assessore alle Pari opportunità Rossella Dimaggio e dalla consigliera di parità provinciale Luisa Cortese. Domenica 19 marzo, alla casa museo Pogliaghi, verrà presentato il libro I Rigola, scultori per il Duomo di Milano a cura di Carlo Marelli. L’evento si aprirà con il saluto di don Alberto Rocca e si chiuderà con un focus sulla Porta del Duomo di Milano di cui la casa museo conserva il calco, realizzato appunto come l’opera, dal Pogliaghi.