Tre Valli – Dopo il festival della vanità, si scelga da che parte stare

La Prealpina - 25/10/2017

Non solo Tre Valli e Gran Fondo. Ai piedi delle Prealpi ogni uscita pubblica della “Binda”, ogni appuntamento legato al grande ciclismo, ogni evento collaterale si tramuta sistematicamente in un’occasione per fare passerella, sfilare tra la gente, posare dinanzi ai fotografi. Un festival della vanità apparso in tutta la sua magnificenza qualche settimana fa, proprio in occasione della corsa dei “pro” che ha chiuso il Trittico, con il ministro Lotti e il goveratore Maroni seguiti da un corteo di politici di primo e secondo piano. E anche ieri, dopo che qualcuno aveva diffuso la bufala che al comando di via Sempione sarebbe sbarcato Vincenzo Nibali (ma chi ha organizzato l’incontro per l’abbraccio all’agente Milana non ha mai parlato della presenza dello Squalo dello Stretto…), non è mancato chi ha voluto mettersi sull’attenti davanti a obiettivi e flash.

Peccato, però, che nei giorni antecedenti gli eventi bindiani un alto componente della Giunta si fosse espresso in termini più che critici (oltre che disinformati) sull’organizzazione. Peccato, poi, che alla presentazione in Camera di Commercio si fosse notata l’assenza di un rappresentante della Polizia locale. Peccato, infine, che nella domenica della principale kermesse amatoriale proprio nel capoluogo si fossero evidenziati i maggiori problemi su viabilità e sicurezza. Tutto ciò senza dimenticare come, tirando le somme tra contributi (da incassare) e tasse o balzelli (già versati), la Binda facendo giungere i propri gioielli a Varese ci abbia rimesso. Tutto vero: gli organizzatori pagano più di quanto ricavano pur donando oltre due ore di diretta televisiva al capoluogo e al territorio.

È giunta quindi l’ora di tirar la riga: se Varese e i suoi leader vogliono ancora sfruttare la vetrina in mondovisione diano in fretta concreti segnali. Altrimenti, alla Binda faranno bene a guardarsi intorno. Oltre i confini di una città sorda e cieca.

ANTONIO TRIVERI