Trattativa Meridiana: ora il tempo stringe

La Prealpina - 27/04/2016

Anche la pazienza di Qatar Airways ha un limite. «I negoziati con Meridiana sono in fase avanzata, ma non firmeremo nulla se non saremo sicuri che l’accordo sarà un successo», dichiara il Ceo del vettore arabo, Akbar Al Baker, deciso a rilevare il 49 per cento di Meridiana per rilanciare la seconda compagnia aerea italiana e con essa conquistare il mercato europeo. A quasi tre mesi dal memorandum d’intesa, infatti, l’accordo non è stato ancora raggiunto, e la prima deadline – inizialmente fissata per lo scorso 23 marzo – è già scaduta da un pezzo senza che azienda, sindacati e governo trovassero un’intesa sugli esuberi, scesi dai 900 iniziali ai 500 proposti esattamente un mese fa.

Intervistato a Dubai in occasione dell’Arabian travel market, Al Baker ha ribadito i due punti determinati per arrivare alla firma: il taglio del numero dei dipendenti, giudicato troppo elevato, e una serie di sacrifici senza i quali non verrà realizzato l’investimento.

Se non è un ultimatum poco ci manca, ma nel frattempo il governo continua a predicare ottimismo. Durante un incontro promosso nei giorni scorsi da alcuni esponenti dem della Sardegna, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio avrebbe riferito che, dopo mesi di lavoro, l’intesa per l’ingresso di Qatar Airways in Meridiana è ormai vicina e che il governo sta lavorando per salvare, con la nuova dimensione societaria, la maggioranza dei lavoratori. «Siamo dinanzi a una trattativa difficile, ma gli sforzi di questi mesi si stanno per concretizzare, confidiamo di dare un futuro industriale a questa azienda e un impiego in questo nuovo progetto al maggior numero di lavoratori», ha riferito all’uscita.

Il fronte però è caldissimo perché soltanto il 9 aprile scorso Meridiana ha comunicato alle istituzioni e alle parti sociali l’avvio della procedura di messa in mobilità per 955 persone: 142 piloti, 649 assistenti di volo, 89 tra il personale di terra e 75 inquadrati in Meridiana Maintenance.

Malpensa è una delle basi più colpite, con oltre 400 tra piloti e assistenti di volo a un passo dal licenziamento dopo cinque anni di cassa integrazione. Intanto i lavoratori del settore Maintenance hanno deciso di riunirsi in assemblea permanente, rigettando il piano degli esuberi e ritenendo il management responsabile della situazione attuale.