Trasporto merci, servono misure anti dumping

La Prealpina - 10/10/2017

Cresce in Italia il mercato del traffico merci: nel triennio 2016-2018 il trasporto su ferro vedrà un +5%, quello su gomma un +4%. «Solo che le imprese dei Paesi dell’Est, con il 55%, cannibalizzano il mercato italiano favorite da un fisco meno pesante, minor costo del lavoro e meno regole». Lo denuncia da Cernobbio la Confcommercio, che al Forum Internazionale di Conftrasporto sottolinea la necessità di misure anti-dumping a livello europeo: «senza misure di contrasto alla concorrenza sleale e al dumping sociale l’Italia rischia di essere tagliata fuori dalla Via della Seta, e un intero comparto rischia di sparire».

In dieci anni, dal 2005 al 2015 – rileva una ricerca di Confcommercio – il mercato internazionale merci su gomma che ha come origine o destinazione l’Italia è cresciuto di quasi 4 miliardi di euro, ma le imprese italiane perdono un valore della produzione di oltre 1,5 miliardi di euro l’anno, il 70% in meno dei traffici internazionali. «L’Europa – conclude Confcommercio – deve far valere regole uguali per tutti».

Non basta. A questo si aggiunge anche il peso della burocrazia che costa alle imprese italiane del trasporto oltre 900 milioni di mancati ricavi. Lo sostiene il presidente di Conftrasporto Paolo Uggè secondo il quale le imprese italiane del trasporto sono oltre 87mila, con un parco di 480mila veicoli, e 195 unità navali fra traghetti e mezzi veloci e spendono, rispetto alla media di quelle dei paesi competitor, il 52% in più delle giornate dedicate agli adempimenti burocratici. Adempimenti che generano ritardi cumulati per 140 milioni di euro all’anno per le imprese di navigazione, mentre per quelle dell’autotrasporto il danno in termini di mancato fatturato è di 790 milioni di euro e supera i 260 milioni in mancato guadagno.