Tradate Tra Galli e Cavalotti niente anatra zoppa

La Prealpina - 14/06/2017

“L’anatra zoppa” (coabitazione tra sindaco di un colore e Consiglio comunale di un altro) per il momento è scongiurata ma non è detto che, a ballottaggio avvenuto, la palla torni nel campo della giurisprudenza. La vacatio sarà coperta grazie al prossimo ricorso alle urne da parte degli elettori, dopo la campagna elettorale (nella foto Blitz i cittadini attendono i risultati) che li traghetterà fino al test decisivo del 25 giugno nel quale si contenderanno la poltrona di sindaco Dario Galli (centrodestra) e Laura Cavalotti (centroinistra). Ieri mattina nell’aula consiliare addetti dell’ufficio centrale presieduto da un magistrato – e sei presidenti di seggio sorteggiati dalla Corte d’Appello – hanno convalidato voti di lista e preferenze, il resto è rinviato al 27 giugno, a ballottaggio avvenuto e scrutinato.

Ieri quindi non ci si è addentrati nella madre di tutte le attuali questioni, cioè quella che riguarda lo sfondamento del 50 per cento superato dalla coalizione che sostiene Dario Galli, vincitore del primo round, e che contava di avere fin da subito la maggioranza del consiglio comunale. E’ una vicenda che, secondo le forze politiche in campo, è chiara per alcuni e inspiegabile per altri. Le norme vigenti, stando a diverse opinioni, si scontrano con le sentenze del Tar, in alcuni casi ribadite dal Consiglio di Stato, ma questi sono organi amministrativi e quindi fanno giurisprudenza ma non legislazione. Ossia sentenze che danno al candidato sindaco vincitore al ballottaggio anche la maggioranza dei consiglieri così da consentirgli di governare. E allora?

Se vince Laura Cavalotti, quel 50.36 che la coalizione di Galli ha conquistato al primo turno è presumibilmente da verificare in base a sentenze su casi già successi; se vince Galli certifica una maggioranza che ha già conquistato alla prima tornata. Sarà dunque un ballottaggio ricco di spunti e di interesse al quale il sindaco uscente Laura Cavalotti si presenta con un distacco di circa 15 punti percentuali da colmare ma decisissima a dare battaglia. «Prendiamo atto della situazione – sostiene il segretario cittadino della Lega Nord Alessandro Morbi – partendo da due dati su cui nessuno può eccepire. Il primo è che la norma riguardante quel 50 per cento non è chiara e se sarà il caso faremo le nostre mosse, il secondo è che come coalizione abbiamo sfiorato, per una manciata di voti, la vittoria al primo turno. Ci tuffiamo nel ballottaggio con entusiasmo sapendo, dati alla mano, che la stragrande maggioranza dei cittadini si è espressa in un modo limpido scegliendo Dario Galli e bocciando questi cinque anni di amministrazione. Ovviamente prendiamo atto che la Lega è tornata sopra il 30 % e di questo ringraziamo gli elettori».

Il segretario del Pd Santi Raineri osserva: «Rispetto a cinque anni fa registriamo un incremento di voti come coalizione e come Partito Democratico. Affronteremo con rinnovato vigore il ballottaggio e siamo sicuri che i tradatesi sceglieranno la capacità e la trasparenza che hanno caratterizzato Laura Cavalotti e la sua giunta nel quinquennio amministrativo che si è appena concluso. Indipendentemente dall’esito della prima tornata elettorale riteniamo comunque positivo il consenso raggiunto tenendo anche conto che cinque anni fa i nostri competitor uniti avrebbero vinto al primo turno mentre questa volta non è successo. Quindi contrariamente a quanto sostengono hanno avuto un calo nelle loro preferenze».