Tradate Sfiorato l’incidente chimico

La Prealpina - 10/05/2018

Camion che trasportava fusti da mille litri di sostanze chimiche si è ribaltato ieri mattina verso le 10 sulla Provinciale 223 Varesina. L’incidente è avvenuto perché l’autista del Tir ha schivato una Opel Astra station wagon che, improvvisamente, ha invaso la sua corsia. Il conducente del mezzo pesante, un uomo di 46 anni, ha cercato di evitare lo scontro ma è finito in un prato, ribaltandosi. Subito è scattata l’emergenza perché i fusti contenevano sostanze chimiche molto pericolose se inalate come l’acido fluoridrico. Per questo motivo la zona è stata messa sotto stretta sorveglianza e due ditte, un bar e alcune abitazioni evacuate. Ferito il conducente dell’Astra, illeso l’autista del camion al quale erano appena stati consegnati i fusti in un’azienda chimica di Tradate. Il carico è stato recuperato con un’operazione di massima sicurezza, per questo motivo la Varesina è stata riaperta solo alle 20 di ieri sera dopo l’intenso lavoro dei vigili del fuoco provenienti da diversi comandi, inclusi esperti del Nucleo Biologico Chimico Radiologico (Nbcr) di Varese e Milano.

 

Sostanze chimiche sulla sp 233

Acido fluoridrico, soda idrossido, acido esafluoziconico, agenti battericidi e tensioattivi, contenuti in cisterne, sacchi e fusti da 1000 litri. Quest’ingente quantitativo di materiale chimico si è riversato, in seguito a un incidente, a lato della strada provinciale 233 Varesina ieri mattina poco prima delle 10. Da allora, e fino alla tarda serata, la strada è rimasta interrotta al traffico.

Il materiale chimico era stato appena caricato dal camion di una ditta di Cantù presso un’azienda di Tradate, la Quaker di via Carlo Magni. Il grosso mezzo stava quindi rientrando nel Comasco, quando l’autista ha visto una Opel Astra arrivare dritta sulla sua corsia. Ha cercato con prontezza di schivarla, sterzando con il mezzo, appesantito perché a pieno carico, verso il lato destro della carreggiata, ma non è riuscito a mantenere il camion sulle quattro ruote: si è ribaltato adagiandosi su una fiancata. Quasi subito dei testimoni dicono di aver visto del fumo alzarsi dai fusti nel prato, dovuto alla reazione chimica. Ed è stato lanciato l’allarme per inquinamento da sostanze tossiche, tanto che i vigili del fuoco nel nucleo Nbcr (Nucleare Biologico Chimico Radiologico), giunti sul posto dalle caserme di Varese e di Milano, hanno dovuto operare con speciali tute verdi munite di autoprotettori.

L’allerta è stata massima fin dai primi momenti: una volta chiusa la provinciale al traffico e deviato quest’ultimo su arterie laterali, la task force composta oltre che dai pompieri dai carabinieri, dall’Arpa di Olgiate Comasco e dalla polizia locale di Tradate, con il comandante Claudio Zuanon, ha deciso di evacuare le attività produttive e le case nelle vicinanze.

Così sono stati fatti uscire i dipendenti della ditta Boga (l’incidente è avvenuto qusi di fronte al grande negozio), e degli idrotermosanitari Canavesi, un bar già in territorio di Locate Varesino, alcune abitazioni che si affacciano su via Fiume, all’altezza della zona dell’incidente. Il rischio paventato era appunto quello che venissero inalate sostanze tossiche, trasportate a distanza anche solo a causa di un alito di vento; eventualità che non si è per fortuna verificata anche perché fin da subito sul posto è arrivata l’autogrù dei vigili del fuoco per il recupero del carico.

L’ autista dell’autocarro è stato visitato in seguito allo choc patito.

Andrea Brichese, 46 anni, di Cantù, prima di essere trasferito sull’ambulanza ha raccontato di quei drammatici istanti in cui s’è visto quell’auto piombare dritta sulla sua corsia, e di come abbia cercato di evitare lo scontro sterzando sul prato. La Astra station wagon invece, per un malore o un attimo di distrazione del conducente, ha finito la sua corsa contro la recinzione del negozio Boga, rimanendo anche pesantemente danneggiata.

Diverse le squadre dei vigili del fuoco accorse: oltre all’autogrù da Varese, l’autobotte da Busto, e squadre di pompieri da Saronno e di volontari da Appiano Gentile.