Tradate – Ok della Soprintendenza Villa Mangiagalli in vendita

 Il “verdetto” è arrivato nella mattinata di venerdì: Villa Mangiagalli si può vendere, ma a determinate condizioni. Un “verdetto” che certifica quanto si sapeva e cioè che questo storico edificio, una delle tante ville costruite nel secolo scorso fra via Marconi e corso Bernacchi, può essere messo sul mercato, ma chi lo comprerà dovrà rispettare un preciso percorso per poter far fruttare il suo investimento.

Un percorso disegnato dai funzionari della Soprintendenza ai Beni Culturali ai quali si erano rivolti gli amministratori comunali per integrare la documentazione con cui procedere alla vendita. Anzi, il parere della Soprintendenza sarà recapitato ai partecipanti all’asta, bandita nell’ambito dell’alienazione di questo bene pubblico passato più volte di mano. Per amor di verità, compratori disposti a sborsare la cifra fissata per la vendita (circa 400mila euro) si erano fatti avanti ma, secondo quanto si è appreso, la procedura si è fermata proprio per la mancanza del documento che certifica il parere della Soprintendenza, indispensabile per poter procedere alla cessione. Ora si spera di poter ricominciare nella speranza che gli acquirenti siano ancora interessati pur in presenza delle richieste conservative arrivate dai funzionari dell’organo periferico che fa capo al Ministero del Beni culturali.

Villa Mangiagalli, una costruzione in stile Liberty che si affaccia su corso Bernacchi, era stata donata dai proprietari alla scuola materna “Carlo Saporiti”, allora ente morale, quindi nella disponibilità della parrocchia di Santo Stefano. L’edificio, a cavallo fra gli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso, era stato al centro di polemiche fra l’amministrazione comunale di allora e la parrocchia: il motivo del contendere era il suo utilizzo. In principio fu destinata a sede dell’assistenza domiciliare, una delle proposte innovative dell’amministrazione di sinistra che governava la città, e sempre nel quadro dei servizi sociali Villa Mangiagalli è diventata la sede del centro anziani. Nel corso degli anni questi servizi sono stati chiusi o trasferiti. Nel frattempo le acque si sono placate e una ventina di anni fa parrocchia di Santo Stefano e amministrazione trovarono un accordo e Villa Mangiagalli diventò pubblica. Purtroppo non si è trovato modo di utilizzarla e progressivamente l’edificio e il suo ampio parco sono andati in progressivo degrado: solo sporadicamente l’area verde è sottoposta a una manutenzione. Vista l’impossibilità di destinarla a servizio pubblico, l’amministrazione Candiani l’aveva inserita nella lista dei beni alienabili così da fare cassa. Nessuno si è fatto avanti fino all’ultima asta, ma la cessione è stata bloccata per mancanza del parere della Soprintendenza, arrivato nei giorni scorsi. Ora si riparte con la speranza che la lunga e tortuosa strada abbia superato anche l’ultima curva.