«Tra un anno il nuovo Pgt» Promessa di neo sindaco

La Prealpina - 24/06/2016

Il mondo dell’edilizia varesina prova a costruire il proprio futuro dopo sette anni di crolli. Sotto le macerie sono rimasti circa cinquemila posti di lavoro andati in fumo dal 2007 al 2013, con una riduzione di personale pari al 50 per cento. Ora è necessario che inizi il tempo della ricostruzione, per uscire piano piano dal guado. Le condizioni, ancora, non sono favorevoli, complice anche il nuovo codice degli appalti varato dal governo Renzi che di fatto, ha portato a un blocco da cinque mesi a questa parte. Che fare, dunque, ? Da dove ripartire? i costruttori varesini se lo sono chiesto ieri, durante la loro assemblea annuale. Un dibattito ricco di spunti, in cui la parola cambiamento è stata la protagonista assoluta. A discuterne il presidente varesino uscente, Orlando Saibene,con il presidente di Ance nazionale Carlo De Albertis ed Emanuele Orsini, vice presidente di Federlegno Arredo. In platea anche il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maronie il neo sindaco di Varese, Davide Galimberti. E proprio il primo cittadino ha messo in campo quello che potrebbe essere il pilastro della ripresa. il nuovo piano regolatore del territorio, indispensabile se si vuole puntare, ad esempio, sulla riqualificazione delle aree dismesse e dei centri storici.

«Ci diamo un anno di tempo – ha detto il sindaco Galimberti – per redigere il nuovo piano di governo del territorio e vorrei che anche voi foste protagonisti nel ridisegnare la città. Apriremo un ufficio ad hoc con l’unico scopo di redigere questo strumento fondamentale per il rilancio della città. Penso in modo particolare alla riqualificazione delle aree dismesse che possono anche portare nuove attività imprenditoriali in città. Quello a cui tengo in modo particolare è la certezza dei tempi, perchè soltanto tempi brevi ci consentono di essere competitivi». Musica per le orecchie degli imprenditori presenti in sala. Del resto, lo stesso Saibene e il suo vice Enrico Bertoni, hanno voluto sottolineare proprio la necessità che «Varese trovi una propria vocazione. Ad esempio potrebbe essere la città green per eccellenza, così da diventare attrattiva. La riqualificazione energetica apre una nuova prospettiva di sviluppo decisamente importante».

Certo le imprese, poi, devono fare la loro parte. Il cambiamento deve essere anche il loro. «Le nostre aziende devono cambiare volto – ha sottolineato il presidente nazionale Carlo De Albertis – . Il mercato si è molto ridotto e gli imprenditori, necessariamente, devono modificare processi e prodotti. Un percorso certamente non facile, se si pensa che il 95% ha meno di dieci dipendenti. Bisogna riorganizzarsi, introdurre le figure dei manager, capitalizzare. Certo, non da un giorno all’altro e di sicuro non con una legge». Se poi le nuove norme, come ad esempio, il codice degli appalti, diventano un ostacolo allo sviluppo, allora la strada si fa più tortuosa. «Il codice degli appalti – ha proseguito il numero uno di ance – ha frenato e bloccato ogni ottimismo che intravedevamo a fine 2015. Non è stato cokpletato e non è stato concesso un periodo transitorio. IL risultato è che , in termini di appalti, tra maggio 2015 e maggio 2016 gli importi messi a gara sono calati del 70 per cento. E’ dunque evidente che non possiamo non avere notevoli preoccupazioni».