Tra sostenibilità e psiche: così il Covid ha modificato il lavoro

Varesenews - 30/11/2021

Tra sostenibilità e psiche si è parlato degli effetti collaterali del Covid per professionisti, collaboratori e imprese nel pomeriggio di oggi, 29 novembre alle Ville Ponti durante l’assemblea dell’Ordine dei Consulenti del lavoro di Varese. «Sono passati quasi due anni dall’inizio della pandemia e nel mondo del lavoro, come nella società civile, le reazioni ai tanti cambiamenti che è stato necessario affrontare sono molteplici, sia dal punto di vista personale che organizzativo – ha spiegato Vera Stigliano, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro – Capire queste dinamiche nelle loro diverse sfaccettature è il primo passo per recuperare un clima sereno nelle relazioni sul lavoro, con i colleghi e anche in famiglia».


Ad approfondire il tema in questo senso è stata innanzi tutto la psicoterapeuta Gloria Bevilacqua, convinta che il benessere negli individui sia la base per migliorare il funzionamento delle aziende. «Perché ciascuno trovi il proprio spazio di quietazione nella complessità e superare le aspettative, bisogna imparare a vivere bene – ha detto – Chi sta bene dà il meglio, genera il nuovo ed è compito del consulente del lavoro indirizzare le organizzazioni aziendali a funzionare al meglio».
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Punto di partenza per ritrovare benessere nella nuova quotidianità lavorativa e privata è chiedersi cosa intossica le persone e cosa invece le fa sentire meglio: «La paura, come la protezione rigida ed eccessiva complica ulteriormente una realtà già molto complessa», ha detto la specialista. In questo senso i comportamenti sociali sono fondamentali, a partire da un atteggiamento non giudicante: «Il giudizio fa sentire “inadeguati” e questo blocca il funzionamento mentale – ha aggiunto – Meglio osservare e se qualcosa non funziona dare feedback oggettivi. Senza giudicare, lamentarsi o alimentare pettegolezzi, l’osservazione può essere costruttiva o correttiva, come dimostra la cultura anglosassone. In situazioni di emergenza e di cambiamento, come questa legata alla pandemia, capita a tutti di commettere molti errori, ma se l’errore non viene comunicato correttamente, difficilmente potrà essere corretto, e gli errori continuano a intossicare il sistema organizzativo aziendale».


«Il Covid ha indubbiamente innalzato il livello di disagio personale a ogni livello, anche all’interno dell’ambito lavorativo – ha confermato Riccardo Comerio, capitano d’industria, vincitore del Sustainability 2021 – sezione social e presidente della Liuc di Castellanza – Lo smartworking è stata una soluzione operativa ma in alcuni casi ha aumentato la sensazione di isolamento dei singoli». La consapevolezza di quanto sia positivo vivere in una comunità lavorativa è emersa con urgenza in questa pandemia, ponendo contemporaneamente nuove esigenze in termini di sostenibilità, su tutti e i tre pilastri in cui è declinata: ambientale, sociale e organizzativa. Dai protocolli per salvaguardia della salute alle politiche attive, come disponibilità per tamponi e permessi: «Tutti maggiori costi che in realtà sono stati investimenti su quelle variabili intangibili che generano serenità nei lavoratori e quindi migliorano la produttività e i rapporti di lavoro».