«Tra me e Varese c’è la legge» Maroni indugia tra due fuochi

«Sì, mi candido: è un atto d’amore per la città di Varese». Il governatore della Lombardia Roberto Maroni ha sciolto la riserva: sarà lui il nome di spicco per la Lega Nord cittadina nella contesa per il Comune di Varese, da capolista del Carroccio a sostegno di Paolo Orrigoni. La dichiarazione che certifica una mossa potenzialmente in grado di scompaginare le carte alle elezioni amministrative del 5 giugno è arrivata intorno alle 12, attesa da tutta la mattinata. Non erano infatti bastati i sorrisi del segretario varesino Marco Pinti («La risposta di Bobo? La conosco già…»), lo schermo preventivo degli avversari politici («Maroni? La Lega vuole tenere Varese e Orrigoni è soltanto la sua foglia di fico» è l’attacco del segretario regionale Pd Alessandro Alfieri), né il darsi di gomito di tutte le personalità politiche presenti alla Schiranna. Il “palazzo” in tribuna Il “palazzo” ieri si è trasferito sulle tribune in ferro che strizzavano l’occhio al lago di Varese, solcato dalla coppa del mondo. Il sindaco Attilio Fontana, la sua squadra di assessori quasi al completo (Longhini, Ghiringhelli, Piatti, Montalbetti, Santinon, il vicesindaco Morello), la rappresentanza regionale (Alfieri, Raffaele Cattaneo e l’assessore Antonio Rossi), provinciale (il vice-presidente Giorgio Ginelli e il consigliere Paolo Bertocchi) e diversi candidati sindaco (Malerba, Galimberti e lo stesso Orrigoni): remo-visibilità-rappresentanza istituzionale, tre gusti di un gelato cui mancava solo la panna. Quella attesa dai media è apparsa sui gradoni grigi – stipati di spettatori – solo verso le 11. «Presidente, allora si candida?» «Lasciatemi fare la premiazione». Maroni si accomoda in prima fila, giusto il tempo per godersi l’argento in volata ottenuto dal quattro senza italiano. Due chiacchiere con Abbagnale e Tizzano della federazione, qualche parola con il presidente della Camera di Commercio Renato Scapolan e un lungo interscambio con Fontana. Poi la conferma ai microfoni: «Chi mi ha proposto di candidarmi è la prima sezione storica della Lega. E fa parte di Varese, la mia città: accettare lo considero un gesto d’amore nei suoi confronti. Dovrò solo capire se ci sia piena compatibilità con il ruolo che svolgo, verificando se vi siano tutti i requisiti di legge, e non solo, per poter accettare la proposta. Che in ogni caso mi lusinga e mi attrae molto». Il perché è presto detto: «Ho cominciato sui banchi del consiglio comunale nel 1990 e questa potrebbe essere la degna conclusione di una carriera politica molto impegnativa e piena di grandi successi. Ripeto: voglio fare tutte le verifiche, perché candidarmi da non eleggibile sarebbe una presa in giro degli elettori. E non voglio farlo. Domani (oggi, ndr) avrò dai miei uffici il rapporto finale su tutti i requisiti previsti dalla legge per verificare se la carica da – semplice – consigliere comunale sia compatibile con quella di governatore». Finto civico a chi? Notizie e dubbi vanno a braccetto nella domenicale terra di mezzo tra canottaggio e politica. Prima di abbandonarla, Maroni dà le prime risposte, inaugurando – seduta stante – la sua campagna elettorale varesina: «Orrigoni finto civico? La sinistra non dica sciocchezze: io mi candiderò nella lista della Lega. E, certamente, sosterrò Paolo, sia durante le elezioni, sia direttamente e correttamente in consiglio comunale. Lo farò in piena trasparenza, cui noi siamo abituati. La sinistra un po’ meno…».