Tovaglieri (Lega) sulla crisi nel Varesotto: «Ue chiarisca tempistiche e strumenti per sostenere occupazione e pmi»

VareseNoi - 12/07/2020

Di fronte alla preoccupante crisi economica e occupazionale che ha investito la provincia di Varese, uno dei territori più produttivi della Lombardia e dell’intero Paese, l’eurodeputata bustocca Isabella Tovaglieri ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Commissione Europea con quali strumenti e tempistiche, nell’ambito del piano NextGenerationEU, intenda concretamente sostenere l’occupazione dei giovani e delle donne, i più colpiti dalle conseguenze del lockdown, e come pensi di aiutare le piccole e medie imprese che non riescono a sopravvivere e sono costrette a ricorrere ai licenziamenti. 

«Secondo le previsioni dell’Ocse e del Fondo Monetario Internazionale – dichiara Isabella Tovaglieri – l’Italia sarà uno dei Paesi più colpiti dalle ricadute economiche della crisi pandemica, sia in termini di occupazione che di diminuzione di ore di lavoro, con conseguenze drammatiche sul PIL, che vedrà un crollo del 12,8% nel 2020. La situazione è particolarmente difficile sul territorio della provincia di Varese – sottolinea l’europarlamentare lombarda – come hanno evidenziato gli ultimi dati diffusi dalla Camera di Commercio». 

Tovaglieri ha ricordato l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal Presidente Fabio Lunghi: «Già oggi – ha spiegato Lunghi – le ore di cassa integrazione in deroga hanno toccato i 7 milioni, un dato perfino superiore a quello di interi anni successivi all’esplosione della crisi finanziaria del 2008, interessando ben il 12% delle imprese e il 9% degli addetti, mentre per la cassa integrazione ordinaria, nel solo mese di aprile, sono stati autorizzati 15 milioni di ore».

Dopo il calo del 9,2% della produzione industriale tra gennaio e marzo, nella provincia di Varese continua anche l’emorragia di posti di lavoro, con una riduzione delle assunzioni del 41% in marzo, del 71% in aprile e del 61% in maggio. L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio ha evidenziato come le categorie maggiormente interessate dal mancato rinnovo dei contratti siano le donne e i soprattutto giovani, con un aumento del 250%, tra febbraio e maggio, del tasso di risoluzione delle tipologie di contratti – a tempo determinato, di apprendistato e in somministrazione – che riguardano i lavoratori sotto i 29 anni. 

«Per frenare questo tracollo – conclude Tovaglieri – è necessario intervenire con urgenza sul tessuto produttivo delle aree più dinamiche del Paese che, come la provincia di Varese, possono fare da traino all’economia nazionale, contribuendo a una ripresa complessiva delle attività produttive, del mercato del lavoro e dei consumi».