Torna il bike sharing «Stavolta funzionerà»

La Prealpina - 22/11/2021

a prima legge del ciclismo dice che «ovunque tu vada, sarai sempre in salita e controvento». Come se non bastasse, un’indagine di Altroconsumo del 2020 mostra come solo in tre città su 10 gli utenti del bike sharing siano soddisfatti del servizio per la scarsa qualità e i prezzi non competitivi. Ma le difficoltà non scoraggiano il riconfermato assessore ai lavori pubblici Andrea Civati, che – da sostenitore della mobilità sostenibile quale è – si è assunto il compito di spingere ancora sul bike sharing, sfidando per la terza volta nella storia i saliscendi della nostra città.

Grazie a un finanziamento di 300mila euro ottenuto con un bando ministeriale, in questi giorni sono in fase di allestimento le nuove stazioni di bike sharing dove presto sarà possibile prendere e lasciare le bici. Verranno anche rimodernate le stazioni già esistenti e che, in qualche caso, come vicino al Palazzetto dello sport, presentano colonnine storte. Ad ultimazione del processo, in città ci saranno ben 23 stazioni e 100 biciclette funzionanti, delle quali 30 a pedalata assistita.

 

Il primo bike sharing debuttò in forma sperimentale, con quattro stazioni, nel 2008, durante i mondiali di ciclismo, con la giunta Fontana. Da lì si fecero parecchi sforzi per potenziare il servizio, che nel 2012 contava 8 stazioni, 42 bici di cui 8 elettriche. «Sono ancora convinto della validità di questo progetto – conferma Stefano Clerici, all’epoca assessore alla tutela ambientale e oggi consigliere comunale d’opposizione per Varese Ideale – Il bilancio dell’iniziativa non fu negativo, considerando però che si tratta di un servizio di nicchia che a Varese non è destinato a fare chissà quali numeri. All’epoca erano emerse delle criticità come la mancanza di capillarità del servizio, il metodo farraginoso di prendere in prestito la bici e la manutenzione affidata a un solo operaio del Comune, che adesso è andato in pensione, e che si occupava delle bici e di tanto altro».

 

Poi, nel 2017, ci fu il fallimentare tentativo con Ofo, società con sede centrale in Cina, che aveva coraggiosamente proposto a Varese il Bike Sharing Free Floating, ovvero un servizio di bike sharing senza stazioni fisse, a flusso libero: ognuno poteva prendere le bici e lasciarle dove preferiva. Il servizio, però, fallì dopo appena 9 mesi di sperimentazione, lasciando a suo ricordo una gran quantità di bici gialle abbandonate e vandalizzate.