Toghe alle urne: ecco gli eletti

Urne chiuse, spoglio delle schede: per quanto riguarda i più votati, è stato un conteggio all’ultima preferenza. Nel tardo pomeriggio di ieri è stato reso noto l’esito delle votazioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Varese: un evento in qualche modo storico per la città e per l’albo professionale, dal momento che a presiederlo negli ultimi sedici anni è sempre stato Sergio Martelli, ora fuori dai giochi in conseguenza di una decisione del Governo, che con un decreto ha stabilito che un avvocato può essere consigliere per un massimo di due mandati da quattro anni, e poi deve restare “in panchina” per un periodo identico.

Ebbene, dei trenta candidati, il più votato è stato Fabrizio Piarulli, con 192 preferenze, poi a pari merito Elisabetta Brusa e Carlo Battipede (entrambi a quota 186), seguiti di misura da Patrizia Esposito (184). Nell’elenco dei nuovi consiglieri figurano inoltre Francesca Rigano (170), Gianfilippo Buccella (155), Ornella Daverio (140), Jacopo Maioli (123), Domenico Marasciulo (122), Anna Elisabetta Lavorgna (119) e Andrea Boni (117). Questa la squadra, poi dalla seduta di martedì dovrebbero uscire le cariche, ossia presidente, segretario e tesoriere.

Nel corso della stessa tornata, è stato eletto anche il Comitato Pari opportunità: qui a totalizzare il maggior numero di voti è stata Silvia Fantoni (164 preferenze), seguita da Cristiano Cunati (163), Romana Perin (159), Jacopo Arturi (144), Gloria Menegazzi (131), Barbara Zavaglia (104), Barbara Iacovissi (76), Laura Alezio (70) e Paolo Ruggirello (64), scelti tra una dozzina di candidature. Ad avere diritto di voto sono stati gli iscritti all’Ordine di Varese, che tra capoluogo e nord della provincia conta 870 “toghe”.

Per quanto riguarda il Consiglio, ora bisognerà attendere di conoscere la “sentenza” di martedì, quando sarà proclamato il presidente. A spiegare il momento storico piuttosto delicato per la categoria era stato lo stesso Martelli, presidente uscente, che l’altro giorno, tracciando un bilancio del suo lungo mandato, aveva rimarcato come «accedere alla professione è sempre più difficile. Negli ultimi anni i redditi hanno visto cali delle cifre con due zeri e per un giovane c’è la difficoltà di lavorare riuscendo a essere pagato in modo equo. Bisogna fare la pratica e studiare: è molto faticoso. E poi riuscire ad aprire uno studio è una vera impresa». Insomma, «fare questo mestiere – aveva precisato ancora Sergio Martelli – consente ancora di fare incredibili bagni di umanità, ma non è facile. Anche perché oggi per fare l’avvocato bisogna conoscere bene anche le normative europee: un salto notevole dal punto di vista della preparazione e della cultura. In un sistema, oltretutto, in cui il via vai dei giudici e la carenza di personale amministrativo rende lento lo svolgimento di cause e processi, e le attività stragiudiziali o nel campo della mediazione restano secondarie».