Ticino Salari e pensioni Edili in fermento

I muratori del Canton Ticino, storicamente, battono una bandiera: quella italiana. E così, seppure negli ultimi anni si siano affacciate molte altre nazionalità, gli italiani (e i varesini) dominano fra chi ha costruito il cantone di lingua italiana. Ecco perché la scadenza 2018 del contratto collettivo interessa particolarmente il Varesotto e centinaia di lavoratori con stipendio in franchi.

In tal senso, il sindacato svizzero Unia è preoccupato: «Gli impresari costruttori – dicono i sindacalisti – vogliono abbassare i salari dei lavoratori più anziani, imporre orari di lavoro più lunghi, fino a una settimana lavorativa di 50 ore per tutti, e innalzare l’età di pensionamento rispetto agli odierni sessant’anni. I lavoratori edili hanno invece rivendicato un aumento salariale e una maggiore protezione. Gli edili sono quindi pronti a scendere in piazza e a lottare per difendere i loro diritti».

Innanzitutto Unia vuole difendere il pensionamento a sessant’anni, che è stato scelto per tutelare le persone, rispetto a un lavoro particolarmente usurante: «Le aziende chiedono un innalzamento dell’età di pensionamento a 62 anni. Il pensionamento a 60 anni nell’edilizia è una conquista storica dei lavoratori edili e consente loro di vivere una vecchiaia dignitosa, invece di finire la carriera lavorativa come invalidi o disoccupati. Gli edili si batteranno con tutte le loro forze per difendere il loro prepensionamento».

Sul fronte del comparto economico nel suo complesso, «nell’ultimo trentennio – sottolineano da Unia – l’attività edilizia ha registrato un aumento vicino al 30% a fronte di una riduzione del numero dei lavoratori edili. Il lavoro viene inoltre esternalizzato in misura crescente a subappaltatori discutibili che offrono prezzi stracciati. Il personale fisso viene inoltre sostituito progressivamente dal più precario lavoro interinale. Infine, malgrado il boom dell’edilizia e l’aumento del costo della vita, da quattro anni gli impresari costruttori negano agli edili un aumento salariale generale». Insomma, sarà un anno caldissimo in vista di un rinnovo che riguarderà 100.000 lavoratori in tutta la Svizzera.