Ticino-Malpensa stop agli autobus

La Prealpina - 25/08/2017

«Concorrenza alla ferrovia». Personale in bilico

canton ticino Stop alle corse di autobus fra il Canton Ticino e Malpensa? E’ quanto emerge da una risposta del Consiglio federale svizzero, vale a dire il governo elvetico, a un’interpellanza di Lorenzo Quadri, parlamentare della Lega dei ticinesi, sul non rinnovo, a fine 2017, delle concessioni per il trasporto su gomma. Secondo quanto trapela da Berna, le linee di autobus che collegano Bellinzona e Lugano all’aeroporto varesino non possono essere mantenute perché fanno concorrenza alla ferrovia, nella quale Canton Ticino e Confederazione elvetica hanno investito parecchio. Una questione tutta svizzera? Tutt’altro, perché di mezzo vi è anche una delle principali aziende varesine di trasporti, la Morandi Tour che, sul servizio, ha puntato molto, con ottimi risultati.

Concludendo il discorso sul lato svizzero, la decisione dell’Ufficio federale dei trasporti ricorda che il rilascio di un’autorizzazione può essere respinto «nel caso in cui il servizio in questione pregiudichi seriamente l’esistenza di un analogo servizio pubblico». Tradotto: si tutela il pubblico e il trasporto su ferro piuttosto che il privato e il trasporto su gomma, soprattutto a partire dal cambio di orario 2017, quando «i treni viaggeranno ogni ora da Bellinzona all’aeroporto della Malpensa via Lugano, Mendrisio, Arcisate e Varese», aggiunge l’esecutivo. La decisione di limitare i trasporti con autobus vale solamente per le offerte parallele alla tratta ferroviaria, viene sottolineato. «In linea di principio non è escluso che le imprese di linee autobus possano offrire altri collegamenti». Ma è chiaro che un passeggero è comodo se sale a Bellinzona o Lugano e scende a Malpensa e non se deve compiere degli slalom, evitando così di essere concorrenziale con la ferrovia.

Come detto, la decisione di Berna è rimbalzata subito nel Varesotto e soprattutto alla Morandi Tour, che opera il servizio bus: «E’ una cosa allucinante – tuona la titolare Stefania Morandi -. Se questa decisione dovesse essere messa in pratica, dovremo lasciare a casa otto persone fra autisti e impiegati, senza contare che, per svolgere questo servizio, abbiamo comprato due pullman». Il trasporto dell’azienda prealpina fra Lugano e Malpensa stava andando a gonfie vele e non riguardava solo la Morandi: «Siamo tre aziende a svolgerlo, di cui un’altra italiana, del comasco – aggiunge l’imprenditrice – e ogni giorno ci sono circa cinquanta corse e si trasportano 60.000 persone l’anno. Noi effettuiamo venti corse giornaliere con 28.000 passeggeri in dodici mesi». Moltiplicato per i 40 franchi (36 euro, ndr) del prezzo di andata e ritorno, i conti sono presto fatti e valgono una cifra a sei zeri. Lo stop sarebbe un disastro: «In tutto il mondo – aggiunge Stefania Morandi – si può scegliere fra ogni mezzo pubblico possibile: bus, treno, taxi, auto privata. Perché qui no? In questo modo togliamo un servizio alle persone: con noi i clienti ticinesi molto contenti. Lasciamo i passeggeri all’uscita 6 di Malpensa, attraversano il marciapiede e sono al check-in. Ora dovranno cambiare treno a Mendrisio o Busto Arsizio e farsi a piedi tutto il terminal. Bus e treno possono coesistere, anche perché hanno clientele diverse». E da ultimo: «Ricordo che questo servizio è totalmente privato e non ha nessuna sovvenzione pubblica. Perché eliminarlo? Chiediamo un intervento della politica italiana sul governo svizzero, affinché venga cancellato questo provvedimento ad personam». Anzi, ad pullman.