Tessile Moda – Per noi una falsa ripartenza

La Prealpina - 24/04/2020

da donna,
abbigliamento uomo e
intimo donna e ora non
sono preoccupati delle
norme igieniche da tenere in azienda, quanto
piuttosto dei loro magazzini pieni di merce invenduta. «Per noi il quattro maggio non sarà una
vera ripartenza, anzi.
Non potremo che attendere ancora finchè i nostri clienti, in maggioranza negozi, non potranno riprendere la loro
attività». Paolo Castiglioni (Maglificio Annarè), Gianmarco Morazzoni (maglificio Mora),
Luca Braghini (Emmegi2) e Paolo Borlin
(Confezioni Damap) sono accomunati dallo
stesso enorme punto interrogativo sul futuro
delle loro attività. La
preoccupazione viene
acutizzata dal fatto che
ben poco possano fare
per cambiare questa situazione. «Noi abbiamo
gran parte della merce
prodotta fino a febbraio
ferma in magazzino –
spiega Paolo Castiglioni

  • e non sappiamo ancora
    se i nostri clienti, che sono chiusi, la vorranno
    oppure no. Abbiamo
    bloccato anche la stagione autunno inverno che
    avremmo dovuto già presentare e produrre». È
    proprio la stagionalità a
    rappresentare un ostacolo quasi insormontabile
    per le piccole attività
    produttrici di tessuti e
    abiti. «Noi con l’intimo
    dovremmo già preparare
    la collezione primavera/estate 2021- spiega
    anche Paolo Borlin – ma
    abbiamo alle spalle due
    stagioni 2020 andate buche. Non solo. Con la filiera chiusa, come possiamo pensare di trovare
    i tessuti per la collezione
    2021?». E poi c’è un altro elemento da tenere
    ben presente: «Quando i
    negozi riapriranno – continua Borlin – nn è detto
    che riescano subito a
    vendere la merce». «Alla
    ripartura noi contatteremo tutti i nostri clienti –
    sottolinea Luca Braghini
  • per trovare insieme una
    soluzione per la merce
    che ci è rimasta in magazzino. Ma il trenta per
    cento di loro ha già annullato gli ordini. Noi,
    alla riapertura, inizieremo a lavorare per il
  1. Così speriamo di
    farcela ma sarà molto
    difficile. Al momento il
    nostro fatturato è in calo
    del 54 per cento, ma le
    previsioni arrivano a un
    -65% per fine anno. Il
    blocco delle vendite per
    un anno è molto pesante
    per una azienda». Quello
    che sicuramente va ad
    incidere in maniera determinante sulla raccolta
    ordini anche per il futuro, sono gli annullamenti
    delle fiere di settore.
    «L’annullamento delle
    fiere – spiega Giammarco Morazzoni – non ci ha
    permesso di presentare i
    nostri prodotti . Il blocco
    dei trasporti non ha consentito di incontrare i
    clienti esteri che ogni anno vengono da noi in Italia. Il che significa che
    anche l’invernale di quest’anno resta scoperto : è
    saltato completamente. E
    poi mi chiedo, anche a
    settembre quando sono
    stati fissati tutti gli appuntamenti più importanti della moda, chi verrà davvero in Italia?». Insomma, il termine che gli
    imprenditori usano in coro è uno solo: dramma.
    Di sicuro non stanno con
    le mani in mano e alcuni
    di loro hanno iniziato a
    produrre mascherine non
    chirurgiche, ma certamente non è sufficiente
    per recuperare le perdite.
    «Una situazione così non
    l’abbiamo mai vissuta –
    dicono – speriamo di riuscire a rialzarci»