Terzo settore, il governo si affretti

La Prealpina - 06/06/2016

Ci sono voluti ben due anni di navetta tra Camera e Senato, ma ora, finalmente, la riforma del terzo settore è realtà. E il mondo coooperativo, anche quello varesino, plaude ai nuovi regolamenti. «È una legge innovativa che attendevamo da anni – commenta Mauro Frangi(nella foto), presidente di Confcooperative Insubria-, un risultato positivo che rappresenta anche una sfida impegnativa per il governo Renzi, che ora deve esercitare le deleghe per dare seguito concreto alle attese di questi anni. Da parte nostra non possiamo che augurarci che questa nuova norma sia l’avvio di una stagione di innovazione sociale importante». Insomma, plauso e richiamo a Renzi e alla sua squadra. Ciò che si vuole evitare è che le nuove norme approvate dal Parlamento restino solo sulla carta, senza decreti attuativi.

Che il terzo settore avesse bisogno di una riforma è fuor di dubbio. «Basti pensare – continua Frangi – che la norma del codice civile riguardante associazioni e fondazioni risaliva al 1942». E non si pensi che si tratti di settori di nicchia. L’impresa sociale, da sola, in Italia vale 65 miliardi di euro, pari al 5% del Pil. «Partire da questi numeri – continua il numero uno di Confcooperative Insubria – e dimostrare òa volontà di normare questo mondo, ci fa pensare a una stagione di sviluppo sulla base della sostenibilità». Insomma, il mondo delle cooperative varesino si dimostra soddisfatto e speranzoso, anche se – con una buona dose di realismo – ci si rende conto che la palla nelle mani della squadra di Renzi, potrà rischiare di rimanere impantanata nei lacci della politica e delle burocrazia. «Il governo ha fortemente voluto questa riforma – sottolinea Frangi – e ora deve dimostrare di saperla portare a termine. E’ una sfida importante, ma i tempi di attuazione devono essere necessariamente brevi. Non possiamo attendere olrre».