Terrorismo e immigrazioneLe sfide della Polizia di Stato

La Prealpina - 11/04/2017

Dall’anziana truffata da un finto addetto del gas, allo scippo in strada, fino a tematiche internazionali che si declinano in tutta la loro drammatica portata anche sul territorio locale, come terrorismo o emergenza profughi. L’attività della Polizia di Stato, che ha celebrato il 165esimo anniversario di fondazione, è a tutto campo: un osservatorio privilegiato, dunque, per osservare come cambia la società circostante. E proprio sullo stato della realtà varesina è intervenuto ieri il questore Giovanni Pepè, approdato a Palazzo Italia all’inizio del marzo scorso, durante il suo discorso alle Ville Ponti, sul colle di Biumo.

Il dirigente della Polizia ha parlato di una provincia «complessa, ordinata e bella», per poi affrontare l’allarme terrorismo, spiegando che «i fatti accaduti appena oltre confine ci sono apparsi ancora più vicino, coinvolgendoci emotivamente, e hanno richiesto risposte rapide e misure di prevenzione appropriate anche da parte nostra».

Altro tema. «il perdurare dell’emergenza profughi, drammatica nella tratta turca e balcanica, che ha il suo risvolto critico anche nella nostra provincia: in un già complesso quadro di gestione dell’immigrazione, l’arrivo dei profughi, in fuga dalle gravissime condizioni dei loro paesi e la loro doverosa accoglienza hanno destato non pochi problemi, sia di ordine burocratico che di allarme sociale, a volte reale, a volte ingiustificato». «Ai due grandi e attuali temi, quello del terrorismo internazionale e quello dei profughi, che a scanso di ogni equivoco sottolineo essere argomenti molto diversi – ha proseguito il questore -, vanno sicuramente aggiunte le problematiche locali e gli aspetti d’interesse che maggiormente hanno gravato la nostra provincia». Già, qual è la fotografia del Varesotto? In un contesto di difficoltà lavorativa ed economica, «la sicurezza ha sicuramente segnato il passo e reati gravi, come furti in abitazione o rapine, ovvero subdoli, come le truffe agli anziani, hanno messo a dura prova il sistema. Sebbene il numero complessivo dei reati sia in generale in calo, così nel capoluogo come in provincia dobbiamo registrare, in linea con l’andamento nazionale, la crescita di questi gravi delitti che determinano vivissimo e legittimo allarme. La nostra missione in tale contesto sarà più che mai la prevenzione e la presenza sul territorio, promuovendo il concetto che la sicurezza è un sistema al quale tutti, proprio tutti, sono tenuti a dare un contributo».

Numeri alla mano, da marzo 2016 alla fine di febbraio 2017, la Polizia di Stato ha compiuto tra Varese e provincia 3155 servizi di ordine pubblico, contro i 2617 dei dodici mesi precedenti; le persone arrestate sono passate da 494 a 707, mentre sono calate le denunce a piede libero, da 3326 a 2931. Per quanto riguarda i reati contro il patrimonio, i dati diramati dalla Questura evidenziano ad esempio 14 casi di estorsione (tre in più dell’anno scorso); 341 furti (contro i 226 precedenti); mentre resta invariato il numero di rapine, a quota 45, e sono calati i casi di ricettazione, da 35 a 30. Statistiche che comunque non bastano a tradurre quanto ogni giorno viene fatto sulle strade della città da chi indossa con orgoglio la divisa della Polizia, applicando il motto «esserci sempre».

Furti in autogrill e spaccio tra minorenniPremiati gli agenti che hanno indagato

 

C’erano i poliziotti che hanno indagato su un traffico di stupefacenti tra minorenni, arrivando a individuare una decina di persone ritenute responsabili del giro illecito; oppure la pattuglia che, dopo segnalazioni di cittadini, è riuscita a cogliere sul fatto un uomo che da qualche tempo metteva a segno furti all’interno di automobili posteggiate in un autogrill. Sono questi alcuni degli agenti premiati ieri mattina, che direttamente dalle mani del questore Giovanni Pepè hanno ricevuto attestati e benemerenze.

A ricevere l’encomio sono stati il sovrintendente Mauro Iannantuono e l’assistente capo Emanuele Frisina; mentre il riconoscimento della lode è stato conferito all’ispettore superiore Corrado Musso, al sovrintendente Diego Silvestri, al sovrintendente Roberto Paglialonga, all’assistente capo Francesco Scarongella, all’assistente capo Alessandro Calò, all’assistente Carlo Crippa e all’agente Massimo Di Marco.

La cerimonia di premiazione è stata l’ultimo atto di una mattinata cominciata in piazzale Libertà: qui, il questore, il prefetto Giorgio Zanzi e il cappellano della Polizia di Stato don Giorgio Spada, insieme con i rappresentanti dell’Anps provinciale, hanno deposto una corona d’alloro al monumento ai Caduti, alla presenza del picchetto d’onore e degli ufficiali. Poi, appunto, le celebrazioni si sono spostate alle Ville Ponti, sul colle di Biumo, dove è stato letto il messaggio del capo della Polizia Franco Gabrielli e dove il questore Pepè ha pronunciato il suo discorso davanti alle autorità.

A riempire la sala c’erano rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, della politica e della Chiesa. Dai sindaci del territorio al presidente della Provincia Gunnar Vincenzi, dal procuratore capo di Varese Daniela Borgonovo a quello di Busto Arsizio Gianluigi Fontana, passando per parlamentari e vertici delle altre forze dell’ordine. Presente in prima fila anche il presidente della Lombardia Roberto Maroni che, in tema di sicurezza, ha poi voluto sottolineare il momento delicato che si sta vivendo a livello globale: «I venti di guerra che soffiano nel mondo preoccupano, ma speriamo sia soltanto una prova muscolare – ha commentato il governatore -. In tutto questo è disarmante l’impotenza dell’Europa». Alla cerimonia di Biumo erano presenti rappresentati delle varie sezioni della Polizia attive sul territorio provinciale, dall’unità cinofila di Malpensa fino alla Polizia ferroviaria e alla Stradale, passando anche per la Scientifica che ha allestito uno stand all’ingresso della sala per illustrare come funzionano le sue complesse attività d’indagine.