Territorio e turismo: un connubio vincente «La Sport Commission sulla strada giusta»

La Provincia Varese - 08/07/2016

Il primo giorno fu una festa, una celebrazione che già nelle presenze che l’animavano annunciava la volontà di un territorio di unirsi per realizzare un sogno. Oggi sulla Varese Sport Commission soffia il vento della prima strada percorsa: ne parliamo con il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Albertini. Sono trascorsi quattro mesi dalla presentazione di Palazzo Lombardia, evento che ha unito sport, imprenditoria e politica intorno alla nuova creatura. Si può già tracciare un bilancio dell’attività della Sport Commission? Ritengo di poter dire che i riscontri positivi siano all’ordine del giorno. Prendo spunto da uno degli ultimi eventi, il seminario internazionale delle donne pilota di volo a vela. A questo appuntamento hanno partecipato persone entusiaste dell’idea e di ciò che solo il nostro territorio sa offrire. La loro aspirazione era quella di volare sulle Alpi: dove se non qui? Intercettare tale entusiasmo significa aver colto un’opportunità. Quanto da lei raccontato è paradigmatico dell’idea di fondo della nuova avventura: sfruttare le potenzialità del Varesotto per aumentare l’attrattiva turistica. È proprio questo l’obiettivo. La Sport Commission è un idea del nostro segretario Mauro Temperelli nata in sordina, ma che fin da subito ha mostrato lo spettro di opportunità in sua dote: bellezze naturalistiche e attività sportive sono un connubio incredibile, in grado di fare anche il bene delle nostre aziende. In questo senso, con il nuovo sindaco di Varese Davide Galimberti, c’è sintonia totale. In che senso? Nel suo programma di governo c’è l’intento di valorizzare i vantaggi del vivere a Varese, sia dal punto di vista abitativo che economico, in modo da attrarre nuove persone e nuove imprese. Per farlo bisogna trovare formule convincenti e la Sport Commission può essere una di quelle giuste. Quali risposte stanno dando gli operatori del turismo e, in un’ultima istanza, i turisti stessi? Stiamo facendo di tutto per far conoscere le nostre peculiarità: il pubblico da raggiungere è potenzialmente molto vasto. Il coinvolgimento degli operatori è stato positivo e in tal senso va sottolineata la varietà di offerta di cui possiamo disporre. C’è un aspetto da migliorare: dobbiamo cercare di “costruire” pacchetti turistici a prezzi competitivi. Spetterà al nostro Iat studiare le soluzioni . Nei pochi mesi di vita la Sport Commission si già è arricchita di due importanti esperienze all’estero, in Michigan – per l’assemblea delle sport commission americane – e a Berlino, per l’International Tourismusborse. Come sono andati i confronti oltre confine? In Michigan è stato dato risalto alla nostra unicità: siamo la prima sport commission italiana, particolare che ci porrà come punto di riferimento a livello nazionale. A Berlino ci siamo fatti sostanzialmente pubblicità, promuovendo il nostro prodotto principale, “Do you Lake?”, come esempio delle eccellenze di cui possiamo godere. Quali sono, invece, le criticità finora incontrate? Penso sia passato poco tempo per comprenderle appieno: siamo ancora in fase di partenza. Dobbiamo lavorare per abbassare i costi. Quattro mesi fa si diceva che la Tre Valli Varesine sarebbe stata il primo vero banco di prova per la Sport Commission: sarà davvero così? Può essere: si tratta di un grande evento e le aspettative sono alte. Speriamo possa dare risultati ancora migliori rispetto al passato.