Terreni ribassati, nel mirino Guenzani: Scoppia il caso di via Danimarca

- 24/04/2016

Sarà il vento delle elezioni che porta in giro le informazioni, i gossip e pure un po’ di fango. Sarà la moda avviata da Striscia la Notizia che ha fatto scoppiare il caso di via Montello, fatto sta che arrivano sulla scrivania della redazione i documenti sulla vendita di un terreno di Amsc che aprirebbe inquietanti interrogativi sull’amministrazione di Edoardo Guenzani. Tutti da verificare, sia chiaro, anche perchè il diretto interessato spiega con estrema serenità quale sia stato il cammino avuto dalla pratica (articolo a lato), ma le domande restano.

Per rispondere alle quali, l’unica cosa da fare è conoscere come stanno le cose, documenti alla mano.

Valori a confronto

Oggetto del contendere è il bando di gara per l’alienazione di un terreno nella sezione censuaria di Cedrate, per la precisione tra via Olanda e via Danimarca, per un totale di metri quadrati 7.717. Una prima asta con il valore dell’area pari a 615mila euro va deserta (6 febbraio 2015). Il 27 marzo dello stesso anno l’appezzamento viene assegnato al prezzo di 522.750 euro con ribasso perchè il primo incanto non ha avuto offerente.

Lo acquista una società di Gallarate. E fin qui tutto normale, anche se restano dei dubbi sul valore dei terreni, visto che il Comune mette in vendita aree limitrofe a prezzi di parecchio superiori. Per quella di via Danimarca il prezzo indicativo, infatti, è di 69 euro al metro quadrato, per quelli acquistati con bando di vendita di pochi mesi fa dai privati al Comune (e non ad Amsc) il costo supera i 100 euro. Perchè questa diminuzione? E’ vero, il bando di alienazione dell’ex municipalizzata va in porto in seconda battuta, quindi è normale che ci sia uno sconto. Ma è giustificato di così importante livello?

Il sindaco non vota

Ecco, allora, che tra i documenti lasciati in redazione se ne scopre un terzo, oltre ai due bandi dell’Amsc, ed è il verbale di votazione dell’osservazione numero 43 della variante al piano regolatore il 3 giugno dell’anno scorso. Cosa succede in questo caso: il sindaco Edoardo Guenzani esce dall’aula, evidentemente per evitare incompatibilità.

L’osservazione alla variante, guarda caso, riguarda proprio la società che poi comprerà il terreno il via Danimarca dall’Amsc.

Insomma, il primo cittadino non ha partecipato al voto perchè legato da rapporto professionale con questa azienda che poco dopo ottiene, su una partita del tutto diversa, cioè sull’acquisto di alcuni terreni della Multiservizi in area industriale, un notevole sconto.

Ritorna via Montello

Ognuno è libero di tirare le conseguenze che ritiene più opportune su questa storia ma la questione assume tratti di somiglianza con il caso sollevato da Striscia la Notizia su via Montello, dove la presenza di un sindaco-ingegnere, quindi con rapporti professionali sul territorio, pone con decisione il caso del doppio ruolo di colui che sarebbe controllore e controllato.

Su via Montello, comunque, Guenzani ha chiarito per filo e per segno, dimostrando che lo studio sui cementi armati per quell’immobile risale al periodo precedente a quello in cui ha preso possesso di Palazzo Borghi e che, comunque, le scelte urbanistiche e il cammino di quella pratica dipendono dagli uffici competenti e non dal lavoro dei politici.

Ora scoppia quest’altra grana in via Danimarca, dove un grosso appezzamento di terreno riduce di quasi 100mila euro il proprio valore e viene comprato da una società con la quale Guenzani ha in atto un rapporto di lavoro.

Per chiarire questa vicenda ci vorrebbe un’altra commissione di vigilanza? Forse, anche se su via Montello non è che siano stati raggiunti esaurienti risultati. Più semplice, forse, archiviare tutto come strumentalizzazione elettorale, visto che manca un mese e mezzo al voto.

Ma i cittadini desiderano altro, qui come in via Montello e sulle numerose questioni spinose di Gallarate: vogliono la verità.