Terreni interroga Cassani «Malpensa ci interessa?»

La Prealpina - 25/10/2016

La domanda è semplice e per nulla provocatoria: «Questa amministrazione ha intenzione di riproporre il Comitato per Malpensa?». A porla è Dario Terreni, noto esponente del Pd gallaratese, anima politica di quell’organismo trasversale creato durante il quinquennio Guenzani per contribuire al dibattito sul futuro dello scalo varesino, ma soprattutto per riportare Gallarate al centro del confronto aeroportuale in cui per anni ha giocato un ruolo subalterno.

I risultati ottenuti sembrano dare ragione proprio a chi, in anni difficilissimi sotto il profilo economico per Malpensa, volle fortemente dare vita a questa creatura. Gallarate, infatti, tornò immediatamente ai tavoli di confronto con Sea, lasciati per troppo tempo a esclusivo appannaggio dei nove Comuni dell’intorno aeroportuale rappresentati dal Cuv. Ma non solo. Il Comitato per Malpensa giocò un ruolo da attore protagonista nel contrastare i contenuti del decreto Lupi e nel rappresentare le istanze economiche di un territorio, consapevole che la sua ricchezza sia indissolubilmente legata ai destini del suo aeroporto. L’organismo gallaratese guidato da Terreni sotto il profilo politico e da Gianni Scapellato in qualità di esperto tecnico, fu per esempio il primo ad allacciare i rapporti con Ryanair. La prima visita ufficiale dei vertici della compagnia irlandese, sbarcata a Malpensa undici mesi fa, fu proprio a Palazzo Borghi. John Alborante, sales and marketing manager di Ryanair, scelse la platea gallaratese per illustrare i loro obiettivi strategici su Malpensa.

Un caso? «Direi proprio di no – spiega Terreni – Questo comitato è stato impostato sin dal principio con una funzione cultural-industriale legata a Malpensa, la più grande fabbrica del territorio. Non ci siamo mai voluti interessare di rotte, di rumore e ambiente, bensì dei risvolti occupazionali di Malpensa che per la nostra città sono vitali. Abbiamo riunito attorno allo stesso tavolo esponenti politici di maggioranza e opposizione, imprenditori, esperti tecnici, sindacati e la stessa Sea per offrire attraverso analisi mirate prospettive di sviluppo. Ora mi chiedo: questo comitato può ancora oggi avere un significato da un punto di vista politico? Io credo di sì».

La domanda naturalmente Terreni non la rivolge a se stesso, bensì al sindaco Andrea Cassani che non sembra intenzionato a portare avanti l’esperienza del Comitato. O meglio, al momento né da parte sua né da parte degli esponenti di maggioranza che rappresentavano il centrodestra allora in opposizione si intravedono segnali in questo senso. Malpensa peraltro sembra essere uscita dagli argomenti di maggiore interesse della nuova amministrazione, più orientata su altri macrotemi – come per esempio la costruzione dell’ospedale unico e il futuro del casermone – rispetto che gettarsi a capofitto sulle vicende aeroportuali, tornate mero terreno di scontro dei Comuni di sedime alle prese con le rotte di decollo e il rumore degli aerei.

Il Comitato per Malpensa è dunque da considerarsi una esperienza finita? Terreni non chiede nient’altro che chiarezza: «La mia non è una polemica, ma una semplice domanda: il sindaco intende ricostruire questo organismo o no? Ci sono ancora le condizioni per farlo o no?».